giovedì 18 ottobre 2012
The Shell Project!!!
martedì 1 maggio 2012
Anch' io ho paura di Grillo!!!!!
Il politico è ontologicamente demagogo e populista, ammalia le folle con promesse e progetti per i quali non può farsi garante, se non a parole, della loro concreta attuazione ( con apici tragicomici come il "contratto con gli italiani " ), perciò dislocare Grillo agli antipodi della politica per quanto concerne i suoi modi mi pare come tirarsi la zappa sui piedi. venerdì 16 marzo 2012
Bangladance.
sabato 7 gennaio 2012
Novità 2012: bookspot Frammenti di follia quotidiana.
Spot realizzato da Diego Tinelli e BooksLife.
martedì 4 ottobre 2011
[Lungo i bordi] In viaggio verso la felicità.
Spesso alcuni suoi connazionali si fermano per assicurarsi che sia tutto a posto, una forma di protezione dettata dal legame instauratosi all’interno della loro comunità, o forse la volontà di prendersi cura del più piccolo del gruppo. In realtà il legame è molto più stretto di quanto si possa pensare, poiché molti di loro sono parenti: “Quello lì è mio zio”- dice indicando una figura in lontananza -“io vivo insieme a lui. E con noi c’è anche mio fratello”. Raju è il più piccolo tra loro, ma di poco: lo zio ha soltanto 22 anni, e tra i 18 e 22 stanno anche la maggior parte degli altri, diversi cugini e molti amici d’infanzia. La sua casa è in via S. Giovanni, 200€ di affitto pagati ad un altro connazionale. Non è semplice cercare di risalire la scala gerarchica della loro comunità e Raju si dimostra molto meno ingenuo di quanto potrebbe apparire; schiva le domande fingendo di non capirle. Con candore afferma che, prima di partire, non sapeva nemmeno dell’esistenza della Sardegna. “Qui è bello, molto bello, la gente brava, la città mi piace. Però poco lavoro. A Roma, a Milano, a Londra, dove stanno altri miei amici, più lavoro. Ma qui a Cagliari meglio perché gente più brava, tutti salutano e parlano con me, e poi voi siete alti come da noi! Voglio rimanere qui per 5-6 anni, poi vediamo”.
È difficile immaginare che possa mantenersi così a lungo col suo lavoro, vendere rose, ma lui il problema non se lo pone nemmeno. “Lavoro 7-8 ore al giorno e guadagno 600€ al mese. 200 per l’affitto, 100 per chiamare a casa, in Bangladesh, e gli altri per vivere. Sono fortunato: non devo mandare soldi a casa. Altri invece sì…” aggiunge con uno sguardo vagamente malizioso prima di lasciarsi andare ad un’altra risata. Si ricompone subito quando sente pronunciare la parola ‘tasse’, e fa segno di no con la testa senza dire una parola, salvo poi soggiungere con un pizzico di ruffianeria “qui carabinieri, poliziotti, guardia di finanza tutti bravi. Tu sei poliziotto?” chiede a scanso di equivoci.
La risposta provoca l’ennesima risata, stavolta di sollievo. Ritorna serio in fretta, per congedarsi: “L’estate è il periodo migliore, è più facile vendere. Adesso diventa difficile, stasera non ho venduto neppure una rosa”- dice senza però dispiacersi più di tanto, d’altronde non ha senso vivere con tristezza… L’aria ingenua si disfa completamente prima dei saluti, quando Raju dimostra di sapere molto bene come vanno le cose nel mondo, o in un certo mondo, e che, in caso di necessità, saprebbe come fare per arrotondare il bilancio: “Tu sei bravo, io posso procurare una donna a te…”.
sabato 24 settembre 2011
Pioggia di frammenti: restate a casa!!

mercoledì 14 settembre 2011
A soli 8,80€!
I Frammenti a soli 8,80€ QUI, su bol.it. Dello stesso genere: Breviario proustiano e Le storie di Arturo Bandini, mica robetta insomma!
lunedì 12 settembre 2011
I Frammenti in vendita su Facebook!
domenica 11 settembre 2011
Sconti del 15%!
lunedì 18 luglio 2011
Il salotto con l'autore di BooksLiFe!
I Frammenti ne Il salotto con l'autore! Buona visione!
sabato 16 luglio 2011
Sconto del 10% su amazon.it!

I Frammenti scontati del 10% su amazon.it!
martedì 5 luglio 2011
Novità.

Le ulteriori novità preannunciate si son fatte tangibili, e i Frammenti sono ora acquistabili in diversi store online (cliccare sulla scritta in giallo), che vado ad elencare:
webster.it - disponibile in 5/7 giorni, tempi piuttosto brevi.
libreria universitaria.it - identica disponibilità, con spese gratuite per ordini superiori a 19€
unilibro.it - la disponibilità qui raggiunge le 2 settimane
ibs.it - se volete aspettare ben 3 settimane, potete ordinarlo qui...
eprice.it - il prezzo più conveniente!
dvd.it - per non farci mancare nulla!
italiadvd.it - per la pluralità dell'offerta...
leggere.it - ahimè, difficile reperibilità.
Insomma, ora non avete più scuse! Il prezzo è anche più conveniente rispetto al sito Feltrinelli!
domenica 3 luglio 2011
L'isola delle perplessità.
L'aspetto più sconcertante, per un appuntamento che vuole definirsi festival, è vedere le persone abbandonate a loro stesse nell'arco della giornata, che vagano per il paese trovando conforto unicamente nei numerosi bar; dov'è il coinvolgimento dei festival? Dov'è l'atmosfera di condivisione? Dov'è lo stimolo intellettuale? E' rimasto nelle parole di chi fa pubblicità, lodando un appuntamento che si rivela ben al di sotto delle aspettative suscitate da tutte quelle lodi sperticate. Per l'ultima giornata affidatevi allo streaming: l'atmosfera che si respira a Gavoi è quella di un paese preso d'assalto dai turisti il 15 di agosto. Per chi va alla ricerca di un momento di tremenda bellezza, rimane soltanto la cameriera del tumBARinu...
domenica 19 giugno 2011
Frammenti nelle luci di settembre.

La qualità dell'immagine non è eccezionale (ma vi basta cliccarci su per ingrandirla), però il banner sulla sinistra è eloquente. Non so in base a quali criteri abbiano associato i Frammenti a Le luci di settembre, però a giudicare dai commenti che ho letto su quel libro, avrebbero potuto associarmi a qualcosa di meglio... Vabbè, l'importante è essere associati, mettiamola così! Guardiamo oltre l'estate.
giovedì 16 giugno 2011
Non c'è due senza tre...

...e guai a non rispettare i proverbi! Il contenuto è sempre lo stesso, ma è nuova la veste grafica, sia esterna che interna. Maggiori informazioni sono disponibili QUI, ma la verà novità è che il libro sarà presto ordinabile in qualsiasi libreria, giacchè stavolta possiamo vantare addirittura un codice ISBN. Restate sintonizzati (?) per ulteriori novità!
PS: qualcuno ha messo la faccia per la veste grafica della copertina (anche se a sua insaputa), e adesso mi aspetto quantomeno che non si tiri indietro!
sabato 11 giugno 2011
L'attività porca troia non è riconosciuta...

Qualcuno, per caso, ha dato un'occhiata alla prima riga della pagina di Wikipedia dedicata a Dilma Rousseff...?
Ma allora la Santanchè non è così stupida come sembra...
SILVIO E’ MALATO.
Santanchè: «Ma sei sicuro che lui (Berlusconi) ha ripreso?».
Briatore: «Al cento per cento».
S: «Io sono senza parole … ma perché insiste (con il bunga bunga)?»
B: «É malato, Dani! Il suo piacere è vedere queste qui, stanche, che vanno via da lui. Stanche, dicono. Oh, che poi queste qui ormai lo sanno! Dopo “due botte” cominciano a dire che sono stanche, che le ha rovinate».
E’ CAMBIATA LA LOCATION.
B: «Mora mi ha detto che “Tutto continua come se nulla fosse”».
S: «Roba da pazzi!».
B: «Non più lì (ad Arcore), ma nell’altra villa (…) Tutto come prima, non è cambiato un cazzo. Stessi attori (…) stesso film, proiettato in un cinema diverso (…). Come prima, più di prima. Stesso gruppo, qualche new entry, ma la base del film è uguale, il nocciolo duro, “Cento vetrine”».
S: «Ma ti rendi conto? E che cosa si può fare?».
B: «Lele è stato da me due ore, mi fa pena. Dice. “Fla, mi hanno messo in mezzo. E sono talmente nella merda che l’unico che mi può aiutare è lui (Berlusconi), sia con la televisione, sia con tutto. Faccio quello che mi dicono, faccio quello che mi chiedono”. E poi quella roba di Fede! È indecente».
EMILIO FEDE.
B: «(Fede) non ha più parlato con il Presidente e sembra che abbia comprato delle case alla Zardo, con tutti ‘sti soldi. Ma pensa che deficiente».
S: «Madonna mia!»
B: «E poi (Fede) è andato a dire al presidente: “Erano i soldi che gli ho prestato”. Invece non è vero, figlio di puttana”».
S: «Che gentaglia».
TREMONTI CONTRO BERLUSCONI
Il 7 aprile, alle 19.33, Flavio Briatore e Daniela Santanché affrontano vari argomenti e cominciano dall’economia.
S: “Ieri sono andata da Geronzi. Questo casino che è successo, Della Valle contro Montezemolo”. Geronzi è Cesare Geronzi, che si è appena dimesso dalla presidenze di Generali, i due sono gli imprenditori che gli hanno mosso contro.
B: “C’è anche Tremonti, che gli ha dato una mano. Come azionista Generali, Geronzi voleva fare un po’ il politico, il papà della cupola, no?”.
S: “Geronzi mica finisce così. E mica questi penseranno che lui sta lì, senza colpo ferire”.
B. “No, no, ma ha 75 anni”.
S: “Bollorè è con lui”, Vincent, vicepresidente del gruppo triestino. “E non credo che Bollorè molli Geronzi”.
B: “Non fidarti mai dei francesi. Quando c’è bisogno, non ci sono mai”.
I due parlano di Mediobanca e di un’operazione di Della Valle e Montezemolo “con i treni” per ingraziarsi il ministro Giulio Tremonti, tanto che il sottosegretario conferma le indiscrezioni dei giornali, sempre smentite: “Di fatto, Tremonti è stato contro Berlusconi”.
B: “Tremonti ha dato la spallatina finale, eh?”.
S: “Senza i suoi tre voti non era così”.
GUERRA IN MEDIOBANCA, SE PERDE GERONZI...
B: “Siamo nelle mani di Dio qui, eh? Perché – continua – ieri sera, l’altra sera, ho saputo che c’era stata un’altra grande festa lì, eh?”.
S: “Ma tu pensa!? E che cazzo dobbiamo fare!?”.
B: “Ha ragione Veronica, è malato. Perché uno normale non fa ‘ste robe qui. Adesso Lele, che gli continua a portare, a organizzare questo, è persino in imbarazzo lui! E dice: “Ma io che cazzo devo fare?”".
S: “Va beh, ma allora qua crolla tutto”.
B: “Daniela, qui parliamo di problemi veramente seri di un Paese che deve essere riformato. Se io fossi al suo posto non dormirei di notte. Ma non per le troie. Non dormirei per la situazione che c’è in Italia”.
S: “E con il clima che c’è, uno lo prende di qua, l’altro che scappa di lì”.
B: “Brava, il problema è che poi la gente comincia veramente a tirar le monete”.
S: “Stanno già tirando”, e insultano pure.
IN RAI UNA MIA CARISSIMA AMICA.
S: «E Berlusconi ha fatto fare a me l’accordo. Ho fatto l’accordo con Masi, e quindi tra il 7 e il 9 aprile viene nominata Lei, perché sai, una mia carissima amica…».
B: «Bene, meglio avere qualche amico in più».
S: «In un mondo… ».
B: «Di merda, guarda!».
QUI CROLLA TUTTO.
B: « … ieri sera, l’altra sera, ho saputo che c’era stata un’altra grande festa lì, eh?».
S: «Ma tu pensa!? E che cazzo dobbiamo fare!?».
B: «Ha ragione Veronica, è malato. Perché uno normale non fa ‘ste robe qui. Adesso Lele, che gli continua a portare, a organizzare questo, è persino in imbarazzo lui! E dice: “Ma io che cazzo devo fare?”».
S: «Va beh, ma allora qua crolla tutto».
B: «Daniela, qui parliamo di problemi veramente seri di un Paese che deve essere riformato. Se io fossi al suo posto non dormirei di notte. Ma non per le troie. Non dormirei per la situazione che c’è in Italia».
S: «E con il clima che c’è, uno lo prende di qua,l’altro che scappa di lì».
B: «Brava, il problema è che poi la gente comincia
veramente a tirar le monete».
S: «Stanno già tirando».
giovedì 9 giugno 2011
L'intelligenza educata.
martedì 31 maggio 2011
La sconfitta del berlusconismo sia a destra che a sinistra: Il caso di Sinnai
In questo pezzo non voglio soffermarmi sulle vicende di Milano, Napoli e Cagliari, che per quanto significative, sono analizzate ampliamente dalla stampa e dal mondo dei blog.Vorrei illustrare le vicende di una realtà piccola, ma neanche troppo, come quella di Sinnai, piccola cittadina nella provincia di Cagliari che è stata teatro di uno scenario unico difficilmente riscontrabile in altre regioni italiane. I 16.000 abitanti della cittadina per più di trent'anni sono stati amministrati da una fazione che, per quanto si sia sempre richiamata ai partiti di sinistra dal PCI al PD, aveva ben poco dei valori che questi proclamavano. La vita all'interno della comunità si è progressivamente spenta fino a trasformare la cittadina in un contesto culturale vuoto in cui gli interessi e il clientelismo di chi sedeva in consiglio e in giunta potevano essere facilmente soddisfatti.
Con il finire del 2010, con la sconfitta di Cabras in seno al PD regionale e l'ascesa di Massimo Zedda a candidato sindaco per il capoluogo, un ondata di rinnovamento si riversa pure nei circoli dei centri minori: una giovane vice-sindaco, che sempre ha dovuto lottare per non essere manovrata all'interno della giunta comunale decide di proporre la sua candidatura a sindaco. Maria Barbara Pusceddu diviene la candidata del PD. All'interno della maggioranza la cosa viene mal digerita al punto che si decide di schierare i simboli degli altri partiti di sinistra contro la candidata del PD schierando Paolo Zedda per la carica di primo cittadino. Si trovano contrapposti due schieramenti, rinnovamento e conservatorismo, e con abili negoziati la coalizione di Zedda sottrae forze e personalità al nuovo che avanzava. Barbara Pusceddu apre la porta all'appoggio di qualsiasi lista voglia opporsi allo scempio politico che si sta verificando. Decidono di unirsi a lei alcuni simboli che generalmente si sono sempre schierati a destra ma che, vista la latitanza del PDL a livello locale a Sinnai decidono di proporre qualcosa di nuovo. Il percorso verso maggio vede lo schieramento di sinistra accusare di qualsiasi nefandezza e di "tradimento ideologico" la candidata Pusceddu mentre nella "coalizione anomala" si lavora per cercare di estromettere ciò che all'interno del municipio ormai puzzava, come il rinomato depuratore del paese. I risultati di maggio danno ragione ragione a Barbara Pusceddu e le motivazioni sono facilmente riscontrabili. Per prima cosa i metodi di campagna elettorare abusati da Berlusconi in questi mesi e ripresi da chi in paese si schierava con simboli a lui opposti ormai non funziona più. Come secondo punto il "berlusconismo di sinistra", tanto diffuso in paese a causa di opposizioni inesistenti è stato sconfitto al primo tentativo di opposizione seria portatrice finalmente di un programma serio. Il terzo punto è più che una spiegazione del risultato un'esempio di come dovrebbe essere la politica a livello nazionale: lo schieramento vincitore è formato da personalità di destra e di sinistra; per la prima volta negli ultimi vent'anni si è capito che avere posizioni differenti non significa essere "nemici" ma si tratta di visioni diverse della realtà e come ultimo scopo, se le posizioni politiche sono serie, coerenti e non portatrici di interessi clientelari, hanno comunque la realizzazione del bene comune il quale si ottiene con una sana e correttia dialettica democratica, latitante da tanto tempo in Italia.
Quello che Sinnai si appresta ad affrontare in questi 5 anni è un esperimento politico che servirà a verificare se lè crepe politiche italiane sono superabili: il tutto avverrà contro una vecchia classe dominante che nonostante sia stata devastata dalla tornata elettorale( nessuno dei membri della giunta comunale schierati con Paolo Zedda è stato eletto consigliere) non si da assolutamente per vinta, al punto che più della metà dei consiglieri di opposizione non si sono congratulati con la neo-eletta. Il clima è tesissimo, come nelle coalizioni di centro destra sconfitte nelle maggiori città.
sabato 23 aprile 2011
I politici non sono tutti uguali. Dall’imputato Renato Soru, oggi assolto, una lezione di dignità per tutti.
Sarà banale? Voglio dirlo lo stesso. Con il suo atteggiamento, con il suo rispetto per la giustizia, Renato Soru ha dato una grande lezione di dignità a tutti. Mentre altri politici utilizzano da anni un branco di servi in parlamento e nelle redazioni per cambiare le leggi scomode e far credere agli italiani di essere perseguitati, il nostro ex presidente della Regione ha accettato con serietà di essere giudicato dal tribunale e ha sempre subordinato ogni decisione sul suo futuro politico all’arrivo della sentenza. Che oggi è arrivata: Renato Soru è innocente.
Ma al di là delle valutazioni processuali sul caso Saatchi & Saatchi, mi verrebbe da dire che l’assoluzione è la giusta ricompensa per un uomo che con il suo atteggiamento ha ridato dignità alle istituzioni sarde. Dopo mesi di P3, di presidenti babbei, di assessori che incontrano Flavio Carboni, di consiglieri regionali che si pagano la spesa e le vacanze con i soldi con i quali dovrebbero fare attività politica, di ipocriti in giacca e cravatta che indicano la pagliuzza quando hanno la trave nell’occhio, avevamo bisogno di qualcuno che tornasse a comportarsi come una persona normale.
Perché è normale accettare il giudizio di un tribunale, è normale per un politico non candidarsi se si è sotto processo, è normale per un politico rispettare la magistratura. Ma queste sono semplici verità che spesso tendiamo a dimenticarci. Grazie a Renato Soru per avercele ricordate. E grazie per aver dimostrato che i politici non sono tutti uguali.
