lunedì 21 luglio 2008

Dottore, che euforia!


Che gara ieri sera, dopo la delusione Ferrari un Rossi così ci voleva proprio.
Ahhahahhhhhhhhhhhhhhh. Credo di aver piegato i braccioli della sedia...
Per vincere contro questo Stoner e contro questa Ducati, Rossi non deve fare solo una gara perfetta, piuttosto eroica, attaccare sempre e comunque. E magari non avere il camomillo in mezzo alle balle. Nei primi giri se le son date come non si vedeva da un po', sorpassi al limite (il mio cuore è sensibile), la Yamaha oltre l'asfalto del cavatappi, l'australiano che faticava e una gomma che gli dava qualche preoccupazione di troppo.
Ero fuori a fumare un cicca (pubblicità!) quando sento le urla e gli applausi della gente al locale, con gli occhi incollati al maxischermo (una considerazione: il riquadrino della pubblicità era + grande del mio televisore!). Man down! Man down! Stoner cade, e perdiamo gli ultimi giri che sarebbero stati di fuoco. Ma ieri Valentino era uno squalo, non so se la superiorità Ducati avrebbe prevalso.
Per una volta Casey sembrava Gibernau, a fine gara dice "Rossi è stato scorretto" o qualcosa del genere. Ma vai a piangere! Che duello comunque.

Ricordiamoci che dobbiamo morire (Non ci resta che piangere).

Ecco il terzo e ultimo frammento della trilogia, con una piccola deroga. Non ho trovato ciò che cercavo, per cui il protagonista di questo minifilmato non è Massimo Coppola. Un filo però lega il tutto: mi sono affidato a Massimo Troisi, campano come il Coppola. Dopo la nostalgia e il tempo che passa, ecco il finale: la morte. Che arriva per tutti, non scordiamocelo. E spesso la mattina, quando mi alzo e pigramente accendo la tv diretto verso il televideo, spero di leggere la notizia a caratteri cubitali: E' morto Silvio Berlusconi. Magari tutto maiuscolo. Ne danno il triste annuncio l'esercito di leccapiedi di cui s'era circondato... Spero di vivere abbastanza per poter esserci in un giorno di tale letizia! Ci sarà un "Nuntio vobis gaudium magnum" da parte delle sinistre radicali...?
Fino a quel momento, non ci resta che piangere...

sabato 19 luglio 2008

Per esempio non è vero che poi mi dilungo spesso su un solo argomento.



Un paio di giorni di relax... fa caldissimo, non ho nulla da fare o meglio non ho voglia di fare nulla.
Mi rimetto a studiare lunedì ecchecazzo.
Tante robettine che capitano in questo periodo continuano a farmi pensare al tempo,
che passa, passa e basta. E sembra non servire a una mazza se non a farsi pensare.
Non credevo si potesse odiare il tempo libero, chissà dovrò ricredermi. Penso di no comunque.
Una marea di "se" e "forse" permea tutto, come si può pensare a certezze quand'è così?
Questa canzone di Gazzè ce la siamo ricordata qualche giorno fa con Matthew (che forse nn ricordava, cmq eccola qua!),
seduti in un molo del porto a parlar come al solito, a ruota libera, qualche birretta.
Consapevoli che per quanto le cose possano cambiare e farci arrabbiare (a quel punto ci si mette in piedi), non avremo
soddisfazione, se non dal sapere che noi non lo siamo, cambiati. E accendiamo una sigaretta.

Il logo di Tmc2 davvero ci porta indietro alla preistoria, si cerca di non essere nostalgici, mah...

venerdì 18 luglio 2008

Il tempo che scorre... (Cocktail d'amore)

Ecco il secondo passo della trilogia: Il tempo che scorre... (Cocktail d'amore). Quest'altro filmatino è una vera perla! Il tempo scorre, passa per tutti ma non per uno: ricordate Dorian Gray? E rivederlo ora, che sono passati 7 anni, fa un certo effetto. In questo Cocktail d'amore Massimo Coppola ed Enrico Silvestrin erano una splendida coppia, magari non ben amalgamata, ma splendida. Si sono lasciati, col tempo. Traumaticamente. Pubblicamente. Con il Coppola che dichiarò: "A Silvestrin piacciono le emozioni in stile 'De Filippi'". E Silvestrin replicò: "No, caro Massimo, questo non lo devi dire. Io ho un gran rispetto per te. E ti voglio bene." E in quel momento gran risate, tutti a sbeffeggiare: "Ti voglio bene! Ti voglio bene!". L'uomo col solido background (Silvestrin) rimase di pietra, con un'espressione fissa ed imperturbabile. Purtroppo quel filmato non l'ho trovato. Per cui ricordiamoli così, come se il tempo si fosse fermato...

giovedì 17 luglio 2008

La zebra e il leone: come morire dignitosamente...

Sto letteralmente usurpando il blog di Di Pietro, me ne scuso, ma questa "favoletta" di Dario Fo merita davvero.
Una bella allegoria, perfettamente calzante con le vicissitudini attuali, e gli echi di Piazza Navona...

Di Pietro spiega le ultime perle del governo.

Video interessante, pubblicato oggi stesso sul blog del politico, in cui, intervistato da giornalisti stranieri (quindi interessati a fare domande e ottenere spiegazioni reali) ci illustra alcune assurdita' in merito all'operato governativo.
Ogni tanto alcuni giornalisti si fanno quattro risate, basiti; l'apice arriva verso la fine, quando Di Pietro prova a spiegare come mai una condanna fino a 7 anni e mezzo potrebbe portare a nemmeno un giorno di carcere... quasi non riescono a credere a tale possibilita': comprensibilmente aggiungerei....

martedì 15 luglio 2008

Saluti.

Un "Funari" d'annata...

Breve rassegna stampa dopo l'8 luglio...


In attesa di un mio post sulle vicende relative alla "piazza calda" capitolina, che spero di pubblicare a breve, riporto un articolo scritto da un mio caro amico, tale Luca Rossi, che con taglio giornalistico passa in rassegna le notizie pubblicate sui vari quotidiani nazionali senza risparmiare qualche commento sottile dal quale e' possibile intuire il suo punto di vista.

Cala il sipario sulla manifestazione di Piazza Navona. Nel luogo dell’antico stadio di Domiziano non rimangono che residui: bandiere a mezz’asta, sorrisi accennati, insulti, qualche faccia triste, qualche altra gasata. E la sensazione che qualcosa sia andato storto. Che si sia dato fuoco all’unica miccia che doveva rimanere spenta. Tra la fontana di Bernini e la chiesa di Borromini si aggira Tonino Di Pietro, vera anima di questo incontro, che invita a non mescolare il diavolo con l’acqua santa, anche se riesce difficile capire come la sua proverbiale saggezza contadina non potesse prevedere un simile epilogo.
Ciò che stupisce è il trattamento che la stampa nostrana ha riservato al “No Cav Day”. Gli exploit di Sabina Guzzanti e Beppe Grillo dominano la scena, e si tace (tranne in rari casi) delle vere ragioni cha hanno coinvolto 100mila partecipanti (15mila secondo i dati della questura): norma blocca processi, lodo Alfano, uso personalistico del Parlamento e della Giustizia. È lo show a tenere banco sulle pagine dei giornali, nel nome della spettacolarizzazione di una politica sempre più colma di frizzi e lazzi, sempre più vuota di contenuti.
Il “Corriere della Sera” segue limpidamente il percorso-Pd: giusto smarcarsi dalla linea dipietrista senza essere risucchiati nel radicalismo dei (neo) girotondini. Goffredo Bettini riafferma in un’intervista la vocazione del partito ‘a creare più ampi consensi’, e Aldo Cazzullo descrive la manifestazione nei termini di uno show, a tratti imbarazzante, dal copione largamente prevedibile. Anche “Repubblica” propone una linea critica, affidando ad un articolo di Edmondo Berselli considerazioni sulla protesta di una piazza che, ‘da protagonista di una denuncia, è stata ridotta in pochi minuti a spettatrice di uno show’.. “La Stampa” dedica molte righe alla delusione maturata dagli elettori del Pd presenti a piazza Navona, criticando in più d’una occasione l’eccessivo potere che Veltroni ha conferito all’Italia dei Valori. “Libero” accentua questa impostazione nel lungo articolo di Oscar Giannino che evidenzia ‘la sciocchezza masochista fatta dal Pd alle urne’ nel concedere l’apparentamento all’Idv. Anche “Il Giornale” fa satira sulla manifestazione stessa, affidando a Pietrangelo Buttafuoco un’incisiva disamina su quell’èlite culturale di sinistra che non si accorge di indebolire la sinistra stessa e che soffre di un forte complesso di superiorità antropologico-intellettuale. “Avvenire” dà molto spazio alla cronaca e ai vari interventi, sottolineando quello della Guzzanti, che ‘arriva perfino a pronunciare inqualificabili epiteti contro il Papa’, mentre il “Foglio” ritrae la manifestazione come una caricatura espressionista di quella, più seria e costruttiva, del 2002. A sinistra, i toni cambiano, ma non troppo. “L’Unità” titola ‘Grillo rovina una bella piazza’ e dedica un’analisi sociologica alle diverse anime presenti. L’articolo di Bruno Gravagnuolo si occupa esclusivamente delle proposte in difesa della legalità che animavano la manifestazione e suggerisce di limitare gli aspetti dell’happening populista e ‘dare ad esso forma politica’. “Il Manifesto”, infine, nell’editoriale di Andrea Fabozzi, plaude al “No Cav Day”, giudicando i partecipanti tutt’altro che alleati di Berlusconi, ma ne evidenzia l’ossessione nei confronti del Cavaliere che spesso esprime ‘la stessa cultura autoritaria che si vorrebbe contestare’.

Il quadro, insomma, è piuttosto chiaro. È l’evento, la performance avvenuta sul palco di Roma che scatena i pruriti della nostra informazione. Forse i lettori sono già informatissimi di ciò che sta avvenendo in Parlamento. Forse poche righe bastano a spiegare cosa è il Lodo Alfano, ma pare singolare che anche nei pezzi più interessanti, riusciti, originali, manchi un vero approfondimento di carattere politico-giudiziario. Come era prevedibile, la maggioranza ha un ottimo pretesto per definire ‘spazzatura’ la giornata di Piazza Navona. Come era prevedile non si è utilizzato quel poco di lungimiranza che bastava a non dare adito a facili strumentalizzazioni. E la bile, l’istinto cialtrone, lo stornello da osteria hanno prevalso. Siamo davvero nei tempi dell’avanspettacolo.

Luca Rossi

Opinioni di un giornalista


Seppur coi tempi ristrettissimi x via dello "sprint esami" di questi giorni, ci tengo a riportare il link dell 'editoriale del 13 luglio , apparso su repubblica ad opera di eugenio scalfari...
Quando si sente definire fede o meglio autodefinirsi" giornalista" e si pensa che lo stesso scalfari dovrebbe appartenere alla stessa categoria, il naso si storce a tal punto da staccarsi mandarti a fanculo...
Un po' come mettere sullo stesso piano intellettual-culturale bobo vieri e indro montanelli...

lunedì 14 luglio 2008

Operazione nostalgia (The Pavlov Protocol)

I prossimi tre post che pubblicherò fanno parte di una trilogia, e avranno come comune denominatore un unico personaggio: Massimo "basso profilo" Coppola. Quella di oggi è la prima puntata, dal titolo "Operazione nostalgia (The Pavlov Protocol)". Un piccolo filmato di due minuti, da apprezzare con una sigarettina magari, in pieno stile Room 67, sicuramente il più serio fra i tre. Ho voluto cominciare con l'"Operazione nostalgia" perchè ispirato dalla giornata di oggi, sferzata da un vento non certo gelido ma benefico senz'altro.

Buona visione.