lunedì 7 dicembre 2009

Il caso Ugo Cappellacci: il governatore eletto in contumacia.

Circa un anno fa Renato Soru rassegnò le sue dimissioni da governatore della Sardegna, e poche settimane più tardi il Pdl lanciò il suo candidato per le elezioni regionali: Ugo Cappellacci. "E chi è?!" si domandarono in tanti al momento dell'annuncio. Continuano a chiederselo tuttora, ponendosi anche un'altra domanda: dov'è?! Noi della Room già durante la campagna elettorale cercammo, con uno sforzo immane, di spiegare chi fosse, e qualche settimana dopo la sua elezione cominciammo a chiederci dove fosse finito. Le notizie latitavano allora e latitano ancora adesso. Il ciclone sessual-scandalistico che si è abbattuto sull'Italia negli ultimi mesi pareva avesse trascinato pure lui: infatti sono stati in tanti ad avvistarlo ne "Il triangolo no" di Renato Zero (e in effetti il testo sembra che parli proprio di Ugo: lui chi è? Ma perchè l'hai portato con te? Il suo ruolo mi spieghi qual è? E' distratto ma è certo di troppo)... Voci infondate. Ugo Cappellacci è introvabile, tanto che pure la tv nazionale si è occupata di lui; a farlo è stato il programma che più di ogni altro tratta di persone scomparse: Chi l'ha visto. E l'Italia ha scoperto ciò con cui noi sardi dobbiamo aver a che fare dallo scorso febbraio: un governatore latitante, eletto in contumacia. Ho un video che dimostra la straordinarietà della "questione Sardegna", eccolo:



Mentre nelle strade infuria la battaglia, che c'è sempre laddove operano le forze dell'ordine per la nostra sicurezza, Ugo chissà dov'è. Il primo governatore latitante della storia, senza che sul suo capo pendano indagini o inchieste di natura penale... Io azzardai, tempo fa, che non si trova perchè in realtà non esiste, scherzando ma non troppo. Concludo con una domanda seria: corre il rischio di essere sfiduciato per inoperosità?

PS: questo filmato è emblematico: mentre una regione è allo sbando, senza un governo in grado di guidarla, su Raidue, in un programma ci si chiede se la famiglia è allo sbando, nell'altro (evidentemente trans e prostitute non fanno poi così paura visto che la conduttrice ha le fattezze di una baldracca...) ci si chiede se è giusto o no parlare del divorzio del presidente del consiglio in tv... I grandi interrogativi. Per tutti loro la punizione la suggerisce Homer: niente più zabaione...


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Renato Soru: intervista a Panorama.


Per la prima volta, l'ex governatore della Sardegna ammette i suoi errori. Ma difende la tassa sul lusso, l'impegno ecologico e le primarie del Pd. "L'Unità"? Sono pronto a venderla". "In politica non bisogna mai avere troppa fretta. Io l'ho imparato a mie spese, da presidente della Sardegna, pensando di poter cambiare il mondo in cinque anni. Perciò oggi penso che Pier Luigi Bersani non si debba far divorare dalla fretta di mandare a casa Silvio Berlusconi; bisogna prima fare in modo che il progetto del Pd sia ben chiaro agli italiani".

Da dieci mesi Renato Soru non è più governatore della Sardegna: è tornato a tempo pieno a fare il patron della sua Tiscali, ma non ha perso la passione per la politica. E non solo perché è editore della gloriosa Unità, acquistata nel maggio del 2008. Ora, per la prima volta dopo le elezioni regionali perse a febbraio contro il candidato del Pdl, Ugo Cappellacci, l'uomo che era stato addirittura considerato un possibile leader nazionale del centrosinistra rompe il silenzio.

Quanto le manca la poltrona di governatore?
Ho sofferto per la sconfitta, certo. Ma oggi che sono rientrato in azienda lavoro con entusiasmo, non ho vuoti da riempire. E penso che la politica, in altro modo, continuo a farla. Per esempio preoccupandomi che la mia azienda esca dalle difficoltà senza licenziare nessuno, come finora ha fatto.

Ha detto addio a una forma più diretta di impegno politico?
No: ho creato un'associazione che si chiama Sardegna democratica e nei finesettimana partecipo spesso a convegni dove si parla di temi importanti per la mia regione come ambiente, scuola, energia. E faccio parte dell'assemblea nazionale del Pd.

Si è dato una ragione della sconfitta?
La prima ragione è che gli italiani si formano un'opinione attraverso la tv, e io non l'ho avuta dalla mia parte, soprattutto nel momento decisivo.

Si potrebbe obiettare che questa condizione non le aveva impedito di vincere nel 2004...
E infatti attribuisco più rilevanza al secondo motivo. Cinque anni di riforme urgenti, necessarie ma drastiche in quasi tutti i campi, mi hanno alienato le simpatie di troppe lobby.

Quali lobby ha sfidato?
Tutte. Ho tagliato più di 1.000 poltrone, fra enti di tutti i tipi. Ho soppresso 24 comunità montane, ho tolto alla Coldiretti il controllo sulle dighe e sui consorzi di bonifica, ho messo ordine nella mangiatoia della formazione professionale che sprecava 300 milioni di euro l'anno, ho tagliato i costi della sanità sfidando anche la lobby della sanità privata. Ho fatto il piano paesaggistico regionale trovandomi contro tutti gli immobiliaristi...

Errori non se ne rimprovera?
Quando fui eletto governatore, avevo appena inaugurato la nuova sede di Tiscali: solo un anno dalla prima pietra all'apertura. Pensavo che anche in politica si potesse fare lo stesso. Ho sottovalutato l'inerzia della pubblica amministrazione, l'eccesso di regole a volte confuse e contraddittorie.

Veramente l'hanno accusata anche di ruvidità, di scarsa comunicazione con il resto del mondo.
Questo è falso. La mia amministrazione era accessibilissima. Ricevevo nel giro di uno o due giorni chiunque volesse incontrarmi. Quanto alla comunicazione, forse sono stato io a sottovalutarne l'importanza. Ma resta il fatto che per cinque anni non sono stato mai intervistato né dall'Unione sarda né da Videolina.

L'accusano anche di avere allontanato i turisti con una politica un po' talebana: la tassa sul lusso e quella sulle barche.
I sardi non hanno affatto vissuto negativamente queste decisioni. Quanto alla tassa sul lusso, ha patito anche un nome sbagliato, caricaturale, inventato dal Corriere della sera. Serviva a creare risorse per tutelare l'ambiente e per lo sviluppo delle zone interne, e con un esborso che equivaleva a una settimana d'affitto delle case interessate. Vedo che in Trentino c'è una tassa sui valichi per finanziare la difesa dell'ambiente, e nessuno protesta.

E le barche ?
Perché un pullman in gita scolastica paga 500 euro per parcheggiare in una città d'arte e una barca lunga più di 16 metri non deve pagare per approdare in Sardegna?

Si è sentito tradito anche dal suo partito?
Effettivamente non tutto il Pd è stato sempre compatto a difesa delle riforme che erano necessarie per l'isola.

Molti suoi colleghi del Pd sardo sostengono che era piuttosto lei a voler fare fuori i partiti.
È una balla. Nel 2004, i sondaggi dicevano che avrei potuto anche vincere senza e contro i partiti, ma non l'ho fatto. Anzi, dopo il voto sciolsi la mia lista, Progetto Sardegna.

Lei non ha mai nascosto di non avere grande stima dei partiti.
E anche questo è falso. Non credevo e non credo che sia possibile far politica fuori dai partiti. Certo, ne andrebbe meglio regolata la vita interna, soprattutto per aumentarne la trasparenza.

Per chi ha votato alle primarie del Pd?
Per Dario Franceschini.

Perché?
Per il suo sostegno netto al metodo delle primarie.

Che invece già dalle prossime regionali rischiano di essere messe in naftalina dal Pd.
E sarebbe un grave errore.

Cos'altro non le piace della gestione Bersani, teme forse che ammorbidisca l'opposizione?
Bersani merita che lo si lasci lavorare; ma più che opposizione dura, credo che oggi ci sia bisogno di far vedere con chiarezza agli italiani qual è l'alternativa proposta dal centrosinistra.

Tradotto?
Preferisco che il Pd faccia un lavoro sul progetto piuttosto che sulle alleanze.

Leggasi Udc e centristi vari.
Alleanze senza una vera condivisione di valori e progetti rischiano di farci perdere ciò che stiamo costruendo con gran fatica, ossia la prospettiva di una democrazia dell'alternanza. In certe regioni è meglio prendere il tempo necessario piuttosto che tornare al governo prima senza realizzare il progetto del Pd.

Vale anche per il governo nazionale?
Non mi fa paura che Berlusconi resti al governo un anno in più. Mi spaventa invece che dal solo desiderio di batterlo nasca una palude centrista, un altro Caf (l'alleanza Craxi-Andreotti-Forlani, ndr) che poi resti in campo per i prossimi 20 anni.

Perchè non vuole rimettere mano al portafogli per "L'Unità"?
Non credo che L'Unità abbia bisogno di ulteriori ricapitalizzazioni. Ora è in sostanziale equilibrio economico e vende in edicola 55 mila copie, più altri 230 mila contatti giornalieri di utenti unici su internet.

È vero che vuol vendere l'"Unità"?
Il mio impegno sull'Unità è nato in un momento diverso, quando sembrava che avrei venduto Tiscali. Oggi non sarei contrario che qualcuno mi avvicendasse.

È immaginabile un ritorno di Renato Soru alla politica?
Oggi lo escludo. Sono totalmente impegnato in azienda e ho davanti a me anni di lavoro. Ma l'aver fatto politica mi ha dato più consapevolezza che la vicenda di ognuno è legata a quella degli altri.




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mercoledì 2 dicembre 2009

Viaggio nella mente di un tipico italiano.


E' giugno e fa tanto caldo. Oggi è stata proprio una giornataccia, le persone bevono come cammelli e non so quante bibite ho distribuito. Ora mi prendo il riposo che mi spetta; aria condizionata on, birretta sthhh e telecomando... toh c'è lucignolo! Ma che cazzo, che mi facciano vedere il paese reale, qui mi vogliono far credere che siamo tutti al mare a divertirci e la gente, anche se si fa un culo così, ci crede pure! Non sopporto più questi impomatati impreditori accompagnati da 4 mignotte a testa insieme all'amico calciatore che arriva con la moglie ma se ne andrà con una delle zoccole dell'amico imprenditore! Tutti arrivano con il porsch, io non so nemmeno come si scrive porsch, e figurati se ne ho mai guidato uno... E qui ci vogliono far credere che sia la macchina di tutti, l'unica cosa che guido è il furgone con cui distribuisco bibite...
BASTA!!! Adesso ne ho proprio i coglioni pieni! Io quella discoteca di merda la faccio saltare in aria. A che serve vivere da coniglio, mi sento un leone! Vivrò pure un solo momento da leone ma mi basterà!
Vediamo un pò: cosa mi serve? Furgone ce l'ho, tritolo non ho problemi a procurarmene perchè mio cognato lavora in una cava, dunque... Come nascondo l'esposivo, nel caso mi fermino i carabinieri? Ecco! Riempio quelle casse d'acqua con quella del rubinetto, visto che il magazzino è vuoto. Ok, siamo a fine giugno, il momento di rivalsa per noi gente comune è arrivato, giù il piede e dritto all'obiettivo!!!!!
VROOOOOOOOOM!!!.... Cazzo, fighetti di merda, proprio ora dovevate attraversare e fermarmi così a pochi metri dall'obiettivo?!

-Hey tu!
-Dici a me?!
-Sì, che mi venderesti una bottiglia d'acqua?
-Sì certo!
-Quanto fa?
-15 euro.
-Ma è aperta!!!
-Lo so, le bottiglie sono di acqua Levissima, ma in realtà è l'acqua delle fonti di San Crisponzio, la sto portando alla clinica fuori città.
-Caspita! Quest'acqua è famosa per favorire la digestione! Me ne dia 3 bottiglie!! Ragazzi, questo tizio ha l'acqua di San Crisponzio!!!
-3 anche a me!!!
-2 a me!!!
-a me 5!!!!


Caspita! 945 euro!!!
Se funziona, mi sa che qualche sera si va a ballare dove va la gente che conta, e magari a fine estate mi compro pure il porsch...o come cazzo si chiama!

martedì 1 dicembre 2009

Apriti... Cielo!


Era già tutto pronto negli studi di Cielo. A mezzogiorno di oggi, il nuovo canale di Sky - pensato per il digitale terrestre e gratuito - avrebbe mosso i primi passi con un'edizione di un'ora del telegiornale della casa (SkyTg24), seguita a ruota dal programma Pericolo Reale. La gran parte degli italiani avrebbe visto Cielo al tasto 10 del telecomando. E invece sul filo di lana è arrivato lo stop del governo. Il canale non potrà partire perché il ministero dello Sviluppo economico - attraverso il suo Dipartimento per le Comunicazioni - non ha ancora concesso l'autorizzazione alla sua trasmissione sul digitale terrestre.
Il Dipartimento ha scritto due lettere. La prima è indirizzata al Gruppo Editoriale L'Espresso, che affitta a Sky i suoi ripetitori in digitale terrestre per la messa in onda di Cielo. La missiva dice che la pratica richiede approfondimenti. La seconda lettera, invece, chiede a Sky di non procedere alla messa in onda. Le missive - pur riconducibili al viceministro Romani - non sono firmate dal direttore generale del ministero o del Dipartimento, come sarebbe lecito aspettarsi su un tema di questa delicatezza.
Fermata sul digitale terrestre, Sky avrebbe potuto irradiare Cielo via satellite. Per il satellite, l'emittente non ha problemi avendo ricevuto in soli dieci giorni il via libera dalla Autorità per le Comunicazioni. "Ma Cielo resterà fermo anche sul satellite, in attesa di schiarite sul digitale terrestre", spiega preoccupato il direttore editoriale del canale Riccardo Chiappelli.
Dice Gary Davey, manager di punta di Cielo: "Le nostre carte sono in ordine sul piano legale. Peraltro noi abbiamo preparato un canale bello e gratuito, che avrebbe impreziosito il digitale terrestre. Per questo, eravamo convinti che la nostra richiesta di autorizzazione sarebbe stata gestita dal governo con quella velocità, quell'efficienza e quei sorrisi che ha promesso in questi giorni il ministro Brunetta".
Nelle scorse settimane, il ministero ha permesso la messa in onda sul digitale terrestre dei canali targati RaiSat senza una specifica autorizzazione (i canali vengono considerati una diretta emanazione di quelli di servizio pubblico come RaiUno). I canali Mediaset Premium sono tutti autorizzati, ma classificati come entità di servizio, che non offrono contenuti editoriali in senso stretto. Il via libera ministeriale a RaiSat e Mediaset Premium è stato avallato dall'Autorità per le Comunicazioni a maggioranza. Sono finite in minoranza le obiezioni di 3 degli otto commissari: D'Angelo, Lauria e Sortino. Ora questi commissari sono pronti a chiedere chiarimenti agli uffici governativi per lo stop a Cielo, a poche ore dall'accensione dei motori.

Fonte: Repubblica

La scritta che campeggia sul canale riservato a Sky-Cielo suggerisce di mandare una email al ministero, a questo indirizzo: urp.comunicazioni@sviluppoeconomico.gov.it
Io l'ho fatto, con lo stesso titolo del post, e con questo contenuto: "Beh allora, la vogliamo rilasciare questa autorizzazione o volete obbligarci a guardare soltanto i canali Mediaset?! Vediamo di darci una mossa!"
Nutro dei dubbi non sul fatto che Scajola sappia rispondere ad una mail, ma sul fatto che sappia accendere un pc, peggio se notebook...!


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venerdì 13 novembre 2009

E se i terroristi avessero realmente capito la soluzione ?

E'uscita oggi su giornali e tg, la notizia della scoperta dell' archivio di Mohamed Game, terrorista libico che tentò di farsi saltare in aria di fronte ad una caserma militare di Milano, non tanto tempo fa. Nel suo archivio sono stati trovati alcuni dossier ( secondo quanto riportato nella ricostruzione della Digos ) su personaggi politici di spicco, tra i quali: Berlusconi, Maroni, La Russa, Calderoli, Fini e Santanchè... ovviamente il ritrovamento di tali documenti nel covo di un terrorista che ha cercato di farsi esplodere farebbe presagire, almeno all' ipotesi di un tentativo d'azione nei confronti delle suddette autorità. Vi rendete conto della portata della notizia? Un terrorista libico stava per risolvere una valanga di problemi che continuamente scaturiscono dal malgoverno di questi porci, in primis Berlusconi, nell' unico modo possibile, facendoli saltare in aria! In genere a saltare in aria sono sempre i giusti, o meglio coloro i quali risultano " scomodi " ai poteri forti, la storia Italiana dell' ultimo secolo ci illumina a riguardo, a partire dal delitto Matteotti del 24' fino alle stragi di capaci e via d' Amelio che hanno sconvolto l'Italia dell' ultimo ventennio. Stavolta invece, l'obbiettivo del terrorista era il CANCRO che ci trasciniamo da anni e che continua a sfasciare il paese con manovre assurde per salvarsi il culo. Bastava guardare Annozero stasera per vedere come in certe zone d' Italia la mafia sia almeno 20 anni avanti le forze dell' ordine, a livello di organizzazione e tecnologia a disposizione.Il governo continua a tagliare, sia fondi che processi, lasciando questa gente in preda ai vari sovrastati che alimentano un clima di omertà, proprio a causa del fatto che non si può assolutamente fare affidamento sullo stato. Lascio perdere chi come di Pietro tirava in ballo anche il pessimo esempio offertoci dalla classe politica, argomento sicuramente pertinente ma debole rispetto a cio che potrebbe ripristinare la fiducia della gente perbene, costretta a subire una vita d' inferno o scappare dal luogo natio.
Ora, io non auspico certo l'eliminazione fisica a nessuno, anche perchè la giusta punizione per certa gente sarebbe una cassa integrazione con una famiglia da mantenere e una casa in affitto; sta di fatto che farei fatica, davvero tanta, a biasimare i progetti del suddetto Game. Ovviamente mi auguro prendiate il lato ironico della questione, lungi da me supportare posizioni terroristiche... ma come non lasciarsi sfiorare dall' idea di liberarsi una volta per tutte del reale freno, non l'unico ma sicuramente il più importante attualmente, alla modernizzazione,all 'evoluzione in chiave democratica della nostra malandata Italia...Che liberarci di lui legalmente sia quasi impossibile, sta sempre più diventando un dato di fatto,perciò mi chiedo, come dar completamente torto ai piani di Game?! Qui si scherza in nome del buon senso generalmente proprio alla maggior parte dei nostri lettori, ma di certo un bel ventennio a 800 euro al mese lo augurerei di cuore al nostro premier!


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giovedì 12 novembre 2009

Ode a Fabio Tamburini.

Ode a Fabio Tamburini, con la speranza che non si assisti più a scene del genere...




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martedì 10 novembre 2009

Le nuove frontiere del precariato.

Il governo lo diceva chiaramente stiamo tutti bene.
Il governo ci ha rassicurato,il peggio della crisi è passato.
Solo io noto una certa discordanza tra le due affermazioni??!!!

Certo è che con la crisi o meno il mercato del lavoro in Italia era ed è rimasto decisamente "particolare".
Riepiloghiamo gli effetti della legge Biagi.
1-Flessibilità
...finito.
Lo scopo era creare un mercato del lavoro dinamico e più efficiente, e in effetti in parte questi propositi sono stati raggiunti: la gente cambia lavoro con una frequenza imbarazzante e le tasche di alcuni imprenditori si sono gonfiate a dismisura, a livelli del pube di Rocco Siffredi.
L'inefficienza viene vista solo da una classe lavorativa precaria che non riesce ad assicurarsi un futuro e che ha difficoltà sempre più grosse ad affrontare la quotidianità. In parole povere l'idea del contratto a progetto si è dimostrata fallimentare.
Ma oltre a questo è anche destinata a morire. Ormai la manodopera qualificata, per far fronte ai sopracitati problemi, ha optato per l'emigrazione, quindi una grossa fetta del mercato lavorativo non è più disponibile. L'altra parte si ritrova ad affrontare una metodo di lavoro che ormai risulta inefficiente sia per i datori che per salariati. Il pagamento a provvigione,maggiormente diffuso nei call center che si occupano di vendita di servizi telefonici non rende più in quanto ci troviamo di fronte a un mercato saturo, quindi la permanenza in questi uffici spesso è molto breve. Anche per i gestori dei call center è ormai poco redditizio, infatti le scarse entrate non coprono le spese per il dipendente a progetto, che per quanto basse, impongono spesso il pagamento di un piccolo fisso mensile a titolo di rimborso e di piccoli contributi previdenziali.
Ma la soluzione per questi geni della finanza creativa era solo dietro l'angolo: la partita IVA.
Infatti sta diventando molto diffusa la moda di costringere i dipendenti ad aprirsi una partita IVA per farli diventare autonomi sulla carta ma non di fatto. Infatti ci troveremo di fronte a lavoratori che saranno definiti consulenti e non più collaboratori, in quanto il contratto proposto sarà di semplice consulenza, ma di fatto la possibilità di far stipulare i contratti dipenderà comunque dall'azienda madre fornitrice di un servizio che autonomamente il lavoratore non potrà mai offrire.
Il risultato di tutto questo è che le aziende potranno avere lavoratori a costo zero,non dovranno piu versare contributi, non saranno più tenuti al versamento del TFR, non saranno tenuti all'assicurazione del dipendente.
Questo è un altro colpo fortissimo alla già precaria situazione lavorativa di molti giovani.
L'INPS ha per prima lanciato l'allarme vedendo un aumento dei lavoratori autonomi nella loro banca dati, che già come numero era piuttosto alto(eravamo i secondi in Europa dietro alla Grecia) e ora sempre crescere con la differenza che buona percentuale di possessori di partita IVA in realtà non sarà o difficilmente sarà in grado di versare regolarmente i contributi.
La certezza di questo fatto si avrà solo quando l'ISTAT pubblicherà le sue statistiche, ma le premesse non sono per niente buone.


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Non tutte le balle hanno le gambe corte, alcune le hanno Fini.

Lo ammetto, per un breve lasso di tempo ci ho creduto...mi riferisco a quando, due giorni orsono, ho visto l' intervista di Fini a " Che tempo che fa ": il "nostro" presidente della camera si schierava categoricamente contro gli abusi richiesti dal premier in materia giudiziaria e faceva dell' ironia sulle firme da raccogliere mecoledì riguardo l'out out imposto dal Berlusca : " le firme le chiedano a Sting ".
Pensavo: " ma guarda te sto Fini che tira fuori le palle, che fa emergere il suo lato conservatore, che mette la legalità e la trasparenza prima di tutto, anche a costo di provocare un polverone all'interno della " coesa e compatta " maggioranza".
Mi stava quasi piacendo, si per un attimo ho pensato: " se ci dovesse essere un premier di destra, Fini non sarebbe poi tanto male... "
Nello stesso tempo immaginavo la soddisfazione dell'elettore aennino, il suo sorriso appena accennato mentre restava incantato dalle parole di Gianfranco, parole che per un' attimo hanno quasi giustificato la sua scelta elettorale, in barba ai palesi abusi voluti e attuati dal premier; con Fini nel Pdl Silvio non può far mica quello che vuole..."
Sarà la mia perfidia, la mia malizia, o semplicemente un poco di memoria storica riguardo le vicissitudini italiane relative agli ultimi 15 anni, ma nella mia mente iniziava ad affiorare un'espressione, pronunciata se non sbaglio da Travaglio, che più o meno suona così: " ma poi, come di consueto, Fini torna all' ovile...".
Mi pare si riferisse al periodo in cui Gianfry decise di staccarsi definitivamente dal Pdl , ma poi, all'indomani delle politiche, come se nulla fosse di ritornò tra le file del partito del predellino...
A che pro quest'ampia premessa? Quest' oggi Silvio e Gianfry si sono incontrati, nello studio legale di quest' ultimo, hanno discusso per due ore di giustizia e hanno trovato un accordo...le parole del premier "E' andata bene" riportate alla quinta riga dell' articolo apparso su repubblica gia presagivano qualcosa di strano. Per me vale a grandi linee l'assioma " se va bene a Berlusconi quasi certamente non andrà bene a me".
Ciò che più mi fa imbestialire è come questa gente giochi con le parole , coi suoi contenuti col suo significato...La giustizia è lenta : soluzione al problema?
Facciamo si che i processi durino meno. Come? Facendoli durare al massimo sei anni.
Fin qui il ragionamento non fa una piega, anche perchè nella mente del lettore vi è un principio talmente ovvio che viene quasi dimenticato, l' obbiettivo del processo : rendere giustizia a chi ha subito il torto e punire i colpevoli.
Secondo voi l'intesa tra Silvio e Gianfry è finalizzata a salvaguardare tale obbiettivo ?
Nemmeno per sogno, o meglio in realtà il vero obbiettivo ( la salvezza del premier ) viene garantito, quello si... Già perchè il loro accordo si basa su un limite di tempo da imporre alla durata del processo ( due anni per ogni grado ) oltre il quale scatta la prescrizione. Ora, considerando che una causa penale dura all 'incirca 7 anni e mezzo nei suoi tre gradi di giudizio, si può verosimilmente affermare che tale manovra sveltirà realmente i processi ( senza che venga posta mano alla lenta e logora pratica giudiziaria) o semplicemente farà si che una quantità maggiore di cittadini vedrà decadere i propri sforzi( economici, temporali e morali) mirati ad ottenere giustizia al torto subìto ? In linea di massima sarebbe come affermare : una fiat 127 impiega circa 4 ore a percorrere il tragitto Milano-Bologna, bisogna far si che ci impieghi di meno...come? Stabilendo che se entro tre ore non riuscirà ad arrivare sarà costretta a tornare indietro. Vi sembra questa una soluzione?
Vi sembra più opportuno cambiare vettura o sperare che una 127 raggiunga le prestazioni di una mercedes, semplicemente attraverso l'imposizione di un tempo limite?
Per quanto un simile paragone possa sembrare buffo, ricalca esattamente il concetto che verrà espresso dal disegno di legge che si discuterà nei prossimi giorni in parlamento.
In soldoni, questa manovra garantirà al premier una prescrizione certa sui tre processi che ancora, come una scure sulla sua testa, minano la sua onnipotenza su questa Italietta che non imparerà mai, dalla sua storia, ad evitare le grane.
E così anche stavolta Gianfranco Fini è tornato all'ovile, e nel modo più subdolo e vile possibile.... a quanto pare questa "durata fissa " dei processi verrà accompagnata da " nonsisabene quanti fondi " da destinarsi al miglioramento della macchina processuale. Invece di cambiare vettura vorrebbero dotare la 127 di" marmittino ad espansione" e "rapporti più lunghi", nella speranza che, se non incontra traffico, almeno qualche viaggio vada a buon fine...A rigor di logica l'accordo sarebbe dovuto essere l'esatto opposto : " destiniamo più risorse alla magistratura in modo da garantire al cittadino la certezza della pena in tempi brevi, poi al massimo si potrà fissare un termine ultimo, entro il quale il processo dovrà terminare, ma proporzionale agli effettivi tempi della giustizia. Come di consueto l' unico a gridare allo scandalo è ( e sarà con buona probabilità ) il buon Di Pietro, mentre il PD attraverso le parole di Anna Finocchiaro " attende di leggere la nuova proposta " , " la prescrizione breve sarebbe stata un'amnistia "...e perchè questa nuova intesa come la vogliamo chiamare ? Sono proprio curioso di vedere questa reale " svolta a sinistra " del PD... Giusto per chiarire come la mia presa di posizione non sia una sparata gratuita figlia dell' antiberlusconismo in me profondamente radicato, date uno sguardo all' editoriale di Giuseppe D' Avanzo apparso quest'oggi, sempre su Repubblica.



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lunedì 9 novembre 2009

Berlin.

Il muro è caduto, ma soltanto a Berlino. In Italia, così pare, il comunismo esiste ancora...

sabato 7 novembre 2009

Ho smesso di avere diciott'anni

Tra musica rumori grida e quant' altro, fusi in un 'unica pasta sonora, non so bene come ma riesco cmq a seguire la linea di basso adagiato sul pouf rosso. E' la festa dei miei diciotto anni. Sono fatto. Almeno questo è cio che la gente potrebbe pensare guardandomi o probabilmente ciò che vorrei pensasse.... basta che mi lascino le scatole in pace. In realtà sembra sia più io a preoccuparmi dell' attenzione che gli altri ripongono in me di quanto realmente questi stiano facendo. Lo sapevo non conto un cazzo per nessuno, son qua, sbronzo, abbandonato su questo sacco di riso in una posizione piuttosto innaturale, e nessuno si preoccupa per me... in realtà a stento qualcuno si accorge della mia sagoma e se son fortunato riesce accuratamente a scansarmi.
Sono lucido cazzo, lucidissimo, non provate a dirmi che sono ubriaco perchè m' incazzo... solo ho qualche difficoltà ad alzarmi in piedi, tutto qua, e poi, se proprio fosse necessario mi alzerei...lasciatemi vaneggiare in pace, perchè mi dovrei alzare? Per dimostrarvi qualcosa?
Ah gia è vero, nessuno mi sta considerando, la questione non si pone.
Probabilmente ho bisogno di esser notato, vedrà, questa massa informe di alcolizzati, quando prenderò il diploma e sarò libero di fare ciò che voglio. Piscerò in testa a tutti loro, uno dopo l'altro, no aspetta, ad alcuni voglio anche piuttosto bene...ma chissenefrega dei moralismi, potrò pur voler loro tutto il bene del mondo, ma lo so, lo sento che sono migliore...di loro tutti.
Devo solo trovare il modo giusto per farlo... si, un modo che riesca a coniugare questa cosa qua, quella di essere, no di sembrare, no di dimostrare, nemmeno...di far si che gli altri riconoscano, no aspetta, se sono inferiori come potranno riconoscere... Un modo che riesca a fare in modo che attraverso un vasto riconoscimento gli altri si accorgano di me, ecco, ma senza faticare troppo. E' proprio ciò che mi serve, dare una svolta, un colpo di coda, io mica mi ci vedo a fare
l' impiegato, a far la formichina come in quel romanzo di Orwell dove nessuno conta più di una gocciolina nel mare. Io voglio essere il mare. Sono uno che non si accontenta, io.
Non so di preciso in cosa riuscirò al mio meglio... si certo, la musica, l'estro non mi manca, è solo questione di tempo, prima o poi troverò il suono giusto, il pezzetto di puzzle che riuscirà a dare quel tocco di nuovo alla musica, la mia musica, ne sono certo, è solo un caso che ancora non abbia scritto una canzone per intero...quando sarà il momento il turbine dell' ispirazione mi travolgerà e sarà solamente un impeto di genio e follia. Mi piacerebbe fosse così.
Sono un artista dentro, nel mio modo di esistere, non solo per quello che faccio, cioè che farò, è questo che fa la differenza, la sento forte io, la vibrazione. E 'solo questione di tempo ma non voglio aspettare. A questi beoni festaioli non importa un cazzo di ciò che penso, anzi sono sicuro che non avranno pensato nemmeno alla metà delle cose sulle quali sto riflettendo. Ho deciso, comincio da domani, ma che dico, da ora, no ora no, ho il culo pesante e l'erba mi ha anestetizzato le capacità motorie. Domani, domani sarà domenica, avrò un 'intera giornata per pensarci su e programmare la svolta, cominciare a prendere seriamente la mia vita, realizzarmi...domani.





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