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mercoledì 17 novembre 2010

Vai via con lui

Per chi si fosse perso "vieni via con me " di Fazio, andato in onda su rai tre lunedi scorso beh, questo vuol essere un invito a rivedere la trasmissione, magari in streaming su rai.tv o dove volete voi, con la vostra nuova tv digitale.
Una puntata che ha fatto parlare di sè per le reazioni avute da Maroni riguardo le esternazioni fatte da San Saviano sulla presenza della mafia al nord. Gli indici d'ascolto sono schizzati alle stelle, ma a Maroni proprio non è andato giù che sia stata tirata in ballo la Lega, per giunta in diretta nazionale, e soprattutto che vengano sminuiti gli arresti dei boss ( dal forte effetto mediatico ) da anni baluardo della lotta alla mafia che il pdl combatte a suon di manette.
Una puntata che ha fatto parlare di se per la compresenza di Fini e Bersani, che col vessillo della democrazia in mano hanno declamato principi e valori dei rispettivi schieramenti, ( su bersani vi consiglio di uscire in balcone e fumarvi una bella sigaretta per non cadere in un sonno profondo ) ma che come suggerisce Pellizzetti sul "Fatto" è parsa piuttosto un' orazione acchiappavoti all' insegna del "volemose bene".
Una puntata che trasudava la solita vena patetica e lamentosa della sinistra , dagli aforismi di Fazio, alle "toccanti" scenette delle ragazze albanesi che reclamavano la cittadinanza, per finire con l'esaltazione delle gesta di Eluana Englaro. Non poteva mancare Cristiano de andrè e qualche cazzata di Paolo Rossi che esordisce con " nella mia carriera non mi sarei mai aspettato di esibirmi su un palco in cui prima di me si sono avvicendati Fini e Bersani ".
Per certi tratti la trasmissione mi ha ricordato quella notte in cui Annozero andò in onda in streaming trasformandosi in un patetico rigurgito sinistroide fatto di rivendicazioni di diritti, denunce a 360° ed esaltazione per quelle due ore e mezza di " zona franca " conquistate alla faccia del tiranno Berluscoide. Capisco il sentimento d'oppressione scaturito dalle onnipresenti infiltrazioni mediatiche filo-Pdl, dai telegiornali con la peste alle trasmissioni "decasanostra" come Matrix o quella con la musica di Via col vento, ma se questa deve essere la tv di sinistra dico: che Palle!!!!
Va bene Saviano, bravo, è giusto informare la gente, la storia di Osso Mastrosso e Carcagnosso ci è piaciuta, gran narratore, sicuramente comprerò il tuo libro, ma per carità levategli quell' aura da perseguitato paladino della giustizia!
Se Bersani bucasse lo schermo come riesce a fare con i testicoli ( quelli si li sfonda proprio ) potrei quasi pensare di non escludere a priori il pd alle urne, ma...dopo il confronto mi stava venendo voglia di votare Fini! Date uno sguardo all'articolo di Telese dal titolo "al pd piace perdere facile"e fatevi due risate sulle " costanti " da lui individuate in merito agli abbagli del Pd :" La prima è l’illusione di quel gruppo dirigente che gli elettori, se insistono, alla fine si arrenderanno alla forza degli apparati (accade regolarmente il contrario). La seconda è la sovrastima del peso degli apparati sugli elettori. La terza è la drastica distanza di questi apparati dagli umori reali dell’opinione pubblica."
Pd a parte è proprio l'impostazione eccessivamente polemica della trasmissione che mi infastidisce, questa sfilata di giusti sbraitanti che inneggia a mò di cantilena una moralità perduta.
Il problema è Berlusconi che va a mignotte? Ma non prendiamoci in giro! L' 80 % dei lamentosi moralisti sono segaioli che vorrebbero tanto aver fatto Bunga Bunga nella loro vita. Il vero problema riesiede tra la popolazione incapace di indignarsi seriamente di fronte agli abusi istituzionali e ai proclami governativi di " far piazza pulita sulle strade ", alla profonda ipocrisia di fondo.Se in televisione nessuno parla dell' ignoranza imperante dell' elettorato, della sua profonda incapacità di scelta, della mentalità da coltivatore di orticello, del nostro andare a puttane col cristo al collo, della nostra, talvolta deprecabile, italianità ..E chi oserebbe mai, elezioni alle porte ( si presume ), sputare sull'elettorato? Venghino siori venghino, la colpa è del nemico, ma noi lo abbatteremo, viva la libertà! Contro tutte le guerre, contro tutte le mafie! E nessuno a chiedersi fino a che punto siano tutte stronzate.


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giovedì 10 giugno 2010

Sembra ieri e invece. I politikamon.

Chi ricorda i Politikamon? Ape Regimen è fantastico!




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martedì 18 maggio 2010

Charles Rossella personal coiffeur!

Carlo Rossella, attuale presidente di Medusa Film, ex direttore di TG1 e TG5, ma soprattutto un uomo imbarazzante. E ieri ne ha dato ennesima dimostrazione nella trasmissione Otto e mezzo, in cui era ospite insieme a Sabina Guzzanti. Alle varie competenze (?) aggiunge quella di parrucchiere (nell'ambiente è noto, appunto, come Charles), specializzato in colorazioni ed extension. Un uomo imbarazzante, dicevo, ma non a causa del confronto con la Guzzanti. Imbarazzante e basta, a prescindere; non mi capacito di come, all'interno dell'entourage di Berlusconi, gli venga consentito di parlare ed esprimersi in pubblico. Andrebbe rinchiuso in una stanzetta soltanto per evitare che faccia danni! Ma tant'è, questo è il Bel Paese, per cui eccovi Rossella in tutto il suo splendore... Mi raccomando il finale della terza parte, in cui nemmeno la Guzzanti e Lilli Gruber riescono a trattenere le risate di fronte all'assurdità di un'affermazione del Coiffeur personale del Presidente del Consiglio!







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martedì 4 maggio 2010

Ma vatt'affà 'na zuppa de farro!

Su consiglio spirituale, ho intrapreso la visione di un prodotto italiano: Boris, la fuoriserie italiana. Per l'appunto. Per sapere di cosa si tratta, cliccateci su. Sin dalla sigla mi ha incuriosito, e sono giunto a metà della prima serie; molto divertente, con alcune perle irresistibili! Protagonista della fiction narrata dalla serie è Stanis La Rochelle, personaggio che mi ha conquistato (nella scena in questione "intima il gabbio" al povero disabile...)! Vi mostro soltanto un brevissimo estratto, con premessa: in questa scena tutti i partecipanti sono mezzi nudi, per volere dell'attrice protagonista. Causa falso pudore, non voleva essere l'unica a mostrarsi nuda e ha preteso che anche regista e troupe si svestissero. Il ragazzo disabile è un fan della pseudofiction, invitato ad assistere alle riprese dalla produzione, in quanto figlio di un senatore. Di quale partito? Beh guardate il filmato...




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giovedì 1 aprile 2010

L'ultimo editoriale di Minzolini...

Minzolini, finalmente, parla chiaro...




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mercoledì 24 marzo 2010

Un cordiale saluto ai segreti del circuito...!



Dopo la serietà degli ultimi post, alleggeriamo un po' l'atmosfera. Ma non troppo però! Vi presento la Mazzoni&Capelli Platinum Collection 2009! Sembrerà un giochino, anche divertente, ma in realtà è la cartina al tornasole dello stato attuale della Rai, completamente invasa da incompetenti, messi lì in base a chissà quali calcoli di retrobottega. Questa coppia deve averne parecchi di santi in paradiso (leggasi: dirigenti da servire nelle stanze dei bottoni), visto che occupano quei posti da oltre dieci anni! A nulla valgono le petizioni, le raccolte di firme e quant'altro: restano al loro posto, uno con i suoi cordiali saluti e l'altro con i suoi segreti del circuito. La F1 sarà pure diventata noiosissima, ma Mazzoni&Capelli la rendono addirittura soporifera. L'unico motivo di interesse sono gli strafalcioni di cui, più spesso di quanto si immagini, si rendono protagonisti. Un esempio su tutti: anni fa, nel bel mezzo di un gp, sbocciò un pilota di origini nippo-ispaniche, di nome Juan Pablo Toyota...
Bene, vi lascio alla visione, e sono sicuro che piacerà a James e Tz!

PS: questo video è dedicato a due finlandesi, Kovalain e Rakkionen.


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giovedì 18 marzo 2010

Gli ausiliari del TG1.

Negli ultimi giorni tante critiche sono piovute addosso al direttorissimo del TG1, Augusto Minzolini, e soprattutto alla sua "linea editoriale" (tracciata dal presidentissimo del Consiglissimo...). Eppure, qualcosa di buono nel suo tg c'è, ed io ve lo faccio vedere:





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domenica 14 marzo 2010

Com'è difficile star seduti...



Andate al di là delle inutili parole che escono dalla bocca del direttorissimo del TG1, e guardate invece tutti i movimenti che Minzolini fa. Non riesce proprio a star fermo. Spiegazione? Provate voi a star seduti con qualcosa infilato nel didietro...


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giovedì 4 marzo 2010

Reality Moderni.

Reality Show, o Sciò. In questo blog non s'è mai parlato di reality show, ma da ieri sera le cose sono cambiate. Per puro caso mi sono imbattuto in una puntata di un nuovo reality, scoprendo poi in rete che ce n'erano state delle precedenti e ho incominciato a guardarle tutte, per recuperare il filo. Un reality molto diverso da quelli che appestano la tv e dilagano nella vita quotidiana; una puntata dura tra i tre e i quattro minuti, e non tre o quattro ore come quelli "ufficiali". I personaggi che vi partecipano sono più o meno gli stessi, quelli cui piace fare sempre le stesse cose purché si facciano in televisione. Però qui sono un pochino diversi: invece che essere vittime consapevoli, come nei reality classici, sono vittime inconsapevoli. Vi ho incuriosito...? Bene, allora vi faccio vedere la puntata andata in onda ieri sera, quella che ha attirato la mia attenzione. Ah sì, dimenticavo: il titolo di questo reality è Mortacci Tua. Buona visione!




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mercoledì 24 febbraio 2010

Il mito del fare campioni del mondo!

Chiedo scusa a Tz e al suo post "essenziale", ma la cronaca ci impone di stare sul pezzo. Anche il titolo di oggi potrà sembrare criptico, ma non è così. Nella puntata di iersera di Ballarò, si è capito perché Berlusconi e il suo pidielle vogliono la par condicio in Rai. Bastava dare un'occhiata agli ospiti che si confrontavano: da una parte Scajola e Bocchino, dall'altra Bersani e soprattutto Renatino Soru. Un po' come invitare ad un dibattito sulla musica rock dagli anni '60 ad oggi, i Pooh da una parte e gli Who dall'altra... Bersani e Soru uomini di politica, Scajola e Bocchino uomini di propaganda. Che tra l'altro non riescono a fare neppure tanto bene. E infatti, dal confronto di ieri, ne sono usciti, non dico con le ossa rotte, però con qualche fratturina scomposta sì. Bocchino soprattutto ha mostrato la sua inadeguatezza al dibattito politico, limite che è venuto palesemente fuori di fronte a un Renato Soru decisamente ritrovato. Scajola se l'è cavata un filino meglio, ma in questi casi diventa inevitabile porsi l'antica domanda: è meglio la cacca di cavallo o quella di cane...? Il nostro ministro è riuscito a tirare fuori, nel corso della trasmissione, l'arcaico spettro dell'Unione Sovietica. Fin qui nulla di anomalo, la cosa esilarante è che l'"accusa infamante" di sovietismo non era rivolta a Bersani, ma a Soru! Tra un vecchio militante del pc e un imprenditore, chi accusiamo di sovietismo? L'imprenditore, logico! La lucidità di questa maggioranza è invidiabile...
Dall'altra parte, è bello poterlo dire, un Soru ritrovato! Pimpante, aggressivo, è stato capace di scagliare un paio di frecciatine belle taglienti. Chissà, l'aria di Ballarò, la vicinanza del segretario del suo partito, la pochezza degli interlocutori che aveva di fronte, la fronda che rischia di far cadere la giunta Cappellacci, fatto sta che ha recuperato lo smalto perduto. Qualche incertezza, qualche momento non brillantissimo, ma sono pause che lui si concede normalmente. Voto positivo. E' parso anche più brillante di Bersani, il quale, al contrario, sembrava un pochino svogliato. Forse avere di fronte Scajola e Bocchino non è il massimo della motivazione... Comunque pure lui è andato piuttosto bene, pur con 2/3 battute a vuoto: i due che aveva davanti sono poca cosa, ma non vanno sottovalutati. Soprattutto il secondo, che sembra essere andato a lezione di ottusità dall'emerito professor Gasparri. Come avrete modo di vedere nel video sotto, un breve estratto. Stando a sentire lui, Bocchino, questo governo si è fregiato di diversi record. Ma non record per gli standard italiani, record in senso assoluto, mondiale! Da qui la risposta di Soru, che dà anche il titolo al post. Una risposta divertente, in cui ha paragonato Scajola e Bocchino a due ragazzini. A dir poco esilarante! E Bocchino come ha risposto? "Non è vero"! Oh cielo, proprio come i ragazzini! Poi, per recuperare un po' di dignità ed uscire dal momento imbarazzante, ha articolato un pensiero lucido e ficcante: "Lei Soru ha perso le elezioni, i sardi l'hanno cacciata". In puro stile Gasparri!! Il volto di Soru in questo momento valeva più di mille parole: ma chi mi ritrovo davanti, un idiota?! Eh sì, Renatino, direi proprio di sì. Bocchino rincara con un "non capisco proprio", al che Soru risponde con un bel gancio sul mento: "Io capisco che lei non capisca, però provi a lasciarmi parlare e vedrà che capirà". Ma Bocchino non solo non capisce, non ascolta neppure: "Neanche i sardi l'hanno capita", e via di questo passo. La solita tattica di gettare fumo sui ragionamenti altrui per non far capire più una mazza. Renatino però è tornato quello dei tempi d'oro, e giù un'altra legnata sulla non "regolarità mediatica" delle elezioni in Sardegna. Un sassolino che aveva nella scarpa da parecchio tempo, il nostro Renato. Entra in scena Scajola, sorriso sulle labbra, tarallucci in una mano e vino nell'altra, ma con Soru non attacca. Anzi, il nostro si lancia in citazioni letterarie che difficilmente potrebbero essere capite dall'altra parte. Quando Soru parla di Calvino, Scajola probabilmente starà pensando che questo Calvino sia un consigliere regionale sardo... E risponde a proposito: riforma della giustizia. Perché? Per diritto divino, sembrerebbe, dato che loro "sono nati per fare riforme"... Eccolo qui, il mito del fare campioni del mondo! Fare male non importa, purché si faccia! Gasparri ha più allievi di quanto si possa immaginare...!
Tema giustizia: Soru racconta la sua esperienza, concludendo con un "mi voglio difendere nel processo, non dal processo". Ecco Scajola che tenta una battuta, porgendo i tarallucci e con l'alito che ormai sa di alcol. La risposta di Soru è fredda, implacabile. Un uomo di un altro pianeta, come l'ha definito Scajola stesso. In senso negativo, ovvio. Però Soru è davvero un uomo di un altro pianeta, un pianeta di cui noi vorremmo far parte. Lontano da questo "mondo", fatto di campioni arroganti e bugiardi. E, soprattutto, impresentabili.
E ora lascio a voi la visione!



QUI potete trovare la puntata intera.


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lunedì 8 febbraio 2010

C'era una volta la città dei matti...


Con questo titolo, C'era una volta la città dei matti, è andata in onda questa sera la prima parte della fiction incentrata su Franco Basaglia. E, FINALMENTE, la Rai ha portato sullo schermo un prodotto (termine non sempre adatto...) di un certo spessore, un lavoro di qualità. La fiction (altro termine, in questo caso, inadatto) si occupa della figura di Franco Basaglia, a trentanni dalla sua morte; Basaglia era uno psichiatra, anzi lo psichiatra a cui si deve la legge 180 del 1978, che rivoluzionò la psichiatria, e in particolare la cura dei cosiddetti malati psichici. E' proprio grazie a questa legge, che porta il suo nome, che vennero chiusi i manicomi in Italia, a partire proprio dal 1978. La chiusura totale e definitiva di queste strutture si è raggiunta soltanto nel 1999, dunque Basaglia ha fatto in tempo a vedere soltanto l'inizio di questo straordinario processo, da lui avviato.

Cominciò a lavorare nell'ospedale psichiatrico di Gorizia, e in questa struttura vede la luce e muove i primi passi il suo progetto, o battaglia, se vogliamo, date le difficoltà incontrate: le sue idee, definite "innovative e rivoluzionare", non sono ben viste nell'ambito della psichiatria. Elimina subito tutti i tipi di contenzione fisica e le terapie elettroconvulsivanti (elettroshock); non più luoghi di reclusione dove la cura passava attraverso letti di contenzione, camicie di forza, celle di isolamento; un mondo chiuso nel quale il rapporto tra personale e pazienti era a volte simile a quello tra carcerieri e carcerati, spesso "ergastolani". Vengono aperti i cancelli dei reparti. Non soltanto terapie farmacologiche, ma anche rapporti umani rinnovati con il personale. I pazienti devono essere trattati come uomini, persone in crisi. Fu l'inizio di una riflessione sociopolitica sulla trasformazione dell'ospedale psichiatrico. Dopo l'esperienza di Gorizia, si trasferisce a Trieste e istituisce subito, all'interno dell'ospedale psichiatrico, laboratori di pittura e di teatro. Nasce anche una cooperativa di lavoro per i pazienti, che così cominciano a svolgere lavori riconosciuti e retribuiti. La rivoluzione continua, l'obiettivo non è soltanto la trasformazione/restituzione della vita all'interno dell'ospedale psichiatrico, bisogna andare oltre : il manicomio va chiuso ed al suo posto dev'essere costruita una rete di servizi esterni, per provvedere all'assistenza della persone affette da disturbi mentali. "La psichiatria, che non ha compreso i sintomi della malattia mentale, deve cessare di giocare un ruolo nel processo di esclusione del "malato mentale", voluto da un sistema ideologico convinto di poter negare e annullare le proprie contraddizioni allontanandole da sé ed emarginandole". Nel 1973 Basaglia fonda il movimento Psichiatria Democratica (non fate caso alle iniziali...) favorendo la diffusione in Italia dell'"antipsichiatria". Nel gennaio 1977 viene annunciata la chiusura del manicomio "San Giovanni" di Trieste entro l'anno. L'anno successivo, il 13 maggio 1978, in Parlamento viene approvata la legge 180 di riforma psichiatrica. Purtroppo Basaglia morirà appena due anni dopo, il 29 agosto del 1980, per un tumore al cervello.

La fiction: come dicevo, un prodotto sorprendentemente di qualità, con un valido cast di attori prevalentemente a me sconosciuti. Franco Basaglia è interpretato da Fabrizio Gifuni, che a detta dei figli dello psichiatra, è riuscito a rendere bene la figura del loro padre, a coglierne la "normalità" (termine che non utilizzo a caso). Le scene più crude sono concentrate nei primi venti minuti circa, per far capire allo spettatore qual era la realtà dei manicomi all'epoca (Basaglia/Gifuni stesso lo definisce lager, non a torto), dopodichè spazio al suo lavoro rivoluzionario.
Per adesso il giudizio è positivo, lunedì alle 21:30 andrà in onda la seconda e ultima puntata. Mi riservo a domani sera il voto finale. Sperando bene, naturalmente.



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venerdì 22 gennaio 2010

Papino il breve.

Ecco, in due parti, la puntata di Blob andata in onda ieri sera. Con l'ennesima, ridicola, figura di merda del nostro presidente del Consiglio davanti ai bambini di una scuola elementare...






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giovedì 21 gennaio 2010

Il più grande (italiano di tutti i tempi)...

Siamo di fronte ad un momento storico: 2010, l'anno della resa dei conti. Dobbiamo stabilire chi, nella millenaria storia dell'essere umano, è il più grande italiano mai esistito. Dobbiamo votare quale italiano è stato in grado di lasciare un solco visibile e indelebile nella Storia, quella con la S maiuscola. L'italiano più importante, l'italiano più grande. Cominciamo: chi è stato più importante per le sorti dell'umanità fra Dante Alighieri, Giuseppe Garibaldi e Rosario Fiorello? Chi è stato il più grande fra Leonardo da Vinci, Galileo Galilei e Alberto Sordi? Votiamo, scegliamo, decidiamo, è aperto il televoto! Ricordo che non si possono votare personaggi politici, anche se in Italia ne avremmo parecchi che potrebbero tranquillamente ambire al titolo di Italiano Più Grande Di Tutti I Tempi: Benito Mussolini, Giulio Andreotti, Bettino Craxi, e pure il quasi Nobel per la pace Silvio Berlusconi... Gentilmente SMETTETE DI VOTARLI!
Nessuno di questi solletica il vostro televoto? Nessun problema, si può scegliere anche tra San Francesco d'Assisi, papa Giovanni XXIII e Vittorio De Sica. Oppure Caravaggio, Padre Pio e, che so, Laura Pausini. Ancora nulla? Allora butto lì Michelangelo, Cavour e il mago Zurlì. Così va già meglio, vero? Ecco le carte che girano, i voti sono stati numerosi, i centralini intasati. Ecco il primo responso: Garibaldi... sei stato eliminato! Caravaggio: sei grande, ma ti devi accontentare di rimanere nelle 100.000 lire da collezione. Padre Pio: anche per te, nulla da fare. I televoti per la Pausini provenienti dal Sud America hanno fatto la differenza...
A tutti coloro che, sorridendo, mi attribuiranno il merito di questa idea dico: non ho nessun merito, non ho inventato nulla. Questo po po di roba è andato in onda ieri, in prima serata, nella seconda rete del cosiddetto servizio pubblico. Non ci credete? Ecco le prove:



I conduttori sono decisamente all'altezza della trasmissione, così come la commissione giudicante che, come avete potuto vedere, comprendeva Mara Venier, Vittorio Sgarbi, l'ancella di Santoro ad Annozero (non conosco il nome...), Tinto Brass e chissà chi altro... Se Garibaldi avesse saputo che sarebbe stato eliminato al primo turno, altro che "Obbedisco"... E Padre Pio? Pensate che si sarebbe lasciato bucare le mani con tanta facilità sapendo che avrebbero considerato Laura Pausini più importante di lui...?

Meno male che siamo italiani e non tedeschi, altrimenti il tedesco più grande di tutti i tempi sarebbe stato Adolf Hitler, al ritmo di Oh my little pretty one, pretty one, when you gonna give me some time Sharona...


PS: nella lista di personaggi, che ho inserito nei commenti, manca l'uomo senza il quale tutto ciò non sarebbe stato possibile: Antonio Meucci. Senza telefono, oggi non ci sarebbe televoto...


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martedì 1 dicembre 2009

Apriti... Cielo!


Era già tutto pronto negli studi di Cielo. A mezzogiorno di oggi, il nuovo canale di Sky - pensato per il digitale terrestre e gratuito - avrebbe mosso i primi passi con un'edizione di un'ora del telegiornale della casa (SkyTg24), seguita a ruota dal programma Pericolo Reale. La gran parte degli italiani avrebbe visto Cielo al tasto 10 del telecomando. E invece sul filo di lana è arrivato lo stop del governo. Il canale non potrà partire perché il ministero dello Sviluppo economico - attraverso il suo Dipartimento per le Comunicazioni - non ha ancora concesso l'autorizzazione alla sua trasmissione sul digitale terrestre.
Il Dipartimento ha scritto due lettere. La prima è indirizzata al Gruppo Editoriale L'Espresso, che affitta a Sky i suoi ripetitori in digitale terrestre per la messa in onda di Cielo. La missiva dice che la pratica richiede approfondimenti. La seconda lettera, invece, chiede a Sky di non procedere alla messa in onda. Le missive - pur riconducibili al viceministro Romani - non sono firmate dal direttore generale del ministero o del Dipartimento, come sarebbe lecito aspettarsi su un tema di questa delicatezza.
Fermata sul digitale terrestre, Sky avrebbe potuto irradiare Cielo via satellite. Per il satellite, l'emittente non ha problemi avendo ricevuto in soli dieci giorni il via libera dalla Autorità per le Comunicazioni. "Ma Cielo resterà fermo anche sul satellite, in attesa di schiarite sul digitale terrestre", spiega preoccupato il direttore editoriale del canale Riccardo Chiappelli.
Dice Gary Davey, manager di punta di Cielo: "Le nostre carte sono in ordine sul piano legale. Peraltro noi abbiamo preparato un canale bello e gratuito, che avrebbe impreziosito il digitale terrestre. Per questo, eravamo convinti che la nostra richiesta di autorizzazione sarebbe stata gestita dal governo con quella velocità, quell'efficienza e quei sorrisi che ha promesso in questi giorni il ministro Brunetta".
Nelle scorse settimane, il ministero ha permesso la messa in onda sul digitale terrestre dei canali targati RaiSat senza una specifica autorizzazione (i canali vengono considerati una diretta emanazione di quelli di servizio pubblico come RaiUno). I canali Mediaset Premium sono tutti autorizzati, ma classificati come entità di servizio, che non offrono contenuti editoriali in senso stretto. Il via libera ministeriale a RaiSat e Mediaset Premium è stato avallato dall'Autorità per le Comunicazioni a maggioranza. Sono finite in minoranza le obiezioni di 3 degli otto commissari: D'Angelo, Lauria e Sortino. Ora questi commissari sono pronti a chiedere chiarimenti agli uffici governativi per lo stop a Cielo, a poche ore dall'accensione dei motori.

Fonte: Repubblica

La scritta che campeggia sul canale riservato a Sky-Cielo suggerisce di mandare una email al ministero, a questo indirizzo: urp.comunicazioni@sviluppoeconomico.gov.it
Io l'ho fatto, con lo stesso titolo del post, e con questo contenuto: "Beh allora, la vogliamo rilasciare questa autorizzazione o volete obbligarci a guardare soltanto i canali Mediaset?! Vediamo di darci una mossa!"
Nutro dei dubbi non sul fatto che Scajola sappia rispondere ad una mail, ma sul fatto che sappia accendere un pc, peggio se notebook...!


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giovedì 12 novembre 2009

Ode a Fabio Tamburini.

Ode a Fabio Tamburini, con la speranza che non si assisti più a scene del genere...




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mercoledì 21 ottobre 2009

Lost in WC



La prima, già definita mitica, puntata della miniserie che tanti grattacapi sta causando alla Rai. Gasparri afferma che non può andare in onda poichè "manca il contraddittorio"...

sabato 18 aprile 2009

Laudato sii (o mi signore?).



Il filmato parla da solo; la puntata è di domenica scorsa, una settimana fa. Osservate l'espressione della presentatrice: prima della battuta di Silvan è allegra e gioiosa, dopodichè s'incupisce... Perchè mai?! Teme forse qualcosa? Ed è comico il modo in cui si affretta a fare le sue precisazioni e lodare le istituzioni, comico ma anche prepotente il suo perforare la telecamera. "Una precisazione che personalmente volevo fare!" esclama alzando il tono di voce. A tal punto è giunto il servilismo nel nostro paese? Per vederci più chiaro, sono andato ad informarmi sull'identità della presentatrice, a me sconosciuta sino alla visione di questo filmato.

Lorena Bianchetti, è il suo nome. Le informazioni sono tratte da wikipedia, in corsivo il mio commento; È nota al grande pubblico (nota...?) per aver condotto dal 25 dicembre 1999 (ah beh allora è stata proprio voluta dall'alto!) al 2005, in diretta ogni domenica mattina su Rai Uno dalle 10.30, il programma A sua immagine, realizzato in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana (il programma più noioso della storia della tv italiota! Addirittura il segnale orario riesce ad essere più avvincente!. La Rai, più che nelle mani della politica, è in quelle del Vaticano...). Ha condotto molti appuntamenti televisivi in occasione del Giubileo del 2000. È stata inviata speciale e conduttrice nella rubrica "Giubileo 2000" su Rai Uno, ha presentato il "Giubileo dei bambini" trasmesso in mondo visione, il "Giubileo dei Cursillos", la XV Giornata mondiale della Gioventù (San Giovanni - Tor Vergata) trasmessa in mondovisione e altri eventi giubilari in presenza di papa Giovanni Paolo II, uno speciale sul "Giubileo delle Università", il "Giubileo dei governanti e dei parlamentari". Su Rai Uno ha gestito le dirette sui viaggi del Santo Padre Giovanni Paolo II a Kiev ed Atene (insomma, era impossibile per lei non approdare alla conduzione di Domenica in: la domenica, come ci insegnano le sacre scritture, è il giorno del Signore!). Per il TG2 è stata l’inviata a Pietrelcina in occasione della canonizzazione di Padre Pio (avrebbe potuto fare a meno di una simile esperienza?! No, naturalmente!)... etc.

Così prosegue, con questo genere di eventi e programmi ad elevatissimo tasso di sonnolenza e, permettetemi, ribrezzo. Ora, mi sorge una domanda. Quella fulminea precisazione che personalmente ha "voluto" fare, l'ha voluta fare per timore di perdere il posto di lavoro...? O l'ha DOVUTA fare, perchè, in Rai, le istituzioni (Berlusconi...) sono in grado di proteggere più dell'Altissimo...?


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lunedì 30 marzo 2009

La fine (Il regno delle due Sardegne - part IX)



Vedere e "commentare" questo documentario è stata un'esperienza interessante. Siamo giunti alla fine. Non ho molte parole per quest'ultima parte, Renato ci fa "tanti auguri", io accetto i suoi auguri ma non aggiungo altro. Vi lascio delle immagini stavolta, le sensazioni che quel 16 febbraio ha suscitato...




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sabato 28 marzo 2009

Il Populismo delle Libertà (Il regno delle due Sardegne - part VIII)



Turismo aziendale e congressuale. Questa è la chiave per uscire dalla crisi, in Sardegna. Costruire capannoni e palazzetti, per una regione "aperta" tutti i mesi dell'anno. Che idee geniali e innovative! Più che un presidente operaio, o un presidente piazzista, un presidente animatore turistico! E pure le modelle da piazzare in questi scenari ce le porta lui, quelle che non riesce proprio a sistemare in Rai... E così, con questa soluzione inedita e all'avanguardia, con "i punti espositivi di vendita aperti in tutte le principali d'Italia" (cos'avrà voluto dire...?) che aggrediremo gli altri Paesi europei! "Aggredire" gli altri paesi europei...? Per quale motivo...? Apriremo 26 esposizioni e 26 negozi nelle 26 capitali dei Paesi dell'Unione Europea. Ah beh, allora: crisi risolta! Possiamo dormire tranquilli... Soru proponeva di far entrare la Sardegna nel ristretto cerchio delle regioni più istruite d'Europa ma, con onestà, bisogna riconoscere che l'idea del Presidente del Consiglio è di gran lunga migliore: 26 negozi nelle 26 capitali europee. Perchè non ci abbiamo pensato prima?! Che genio dell'imprenditoria! Solo lui poteva pensarla...
Perchè lui è il leader, che divide tra NOI e LORO, e loro non siamo noi (oppure noi non siamo loro). Loro, cioè noi, non siamo capaci di visioni così illuminate e illuminanti. E noi, cioè loro, hanno come principio fondamentale la libertà, il rispetto per le persone, la cultura della verità e la cultura della vita. Mentre loro, cioè noi, abbiamo come base lo statalismo, lo stato al di sopra dei cittadini e i cittadini al di sotto dello stato. La loro, cioè nostra, espressione continuativa è la menzogna e al posto della cultura della vita abbiamo la cultura della morte. So che è difficile da credere, ma queste parole sono uscite dalla bocca di un capo del Governo di un paese dell'Unione Europea. E indovinate un pò: il capo di governo è il nostro (cioè il loro)!

A tutto ciò aggiungiamo scenette preconfezionate, scotte, e rese indigeribili da dosi di populismo e qualunquismo nauseanti. Scusate, dimenticavo il nome del candidato presidente del centrodestra alle elezioni regionali in Sardegna: Ugo Cappellacci...



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giovedì 26 marzo 2009

Di doman non c'è certezza... (Il regno delle due Sardegne - part VII)

La giovinezza è un patrimonio straordinario...



L'impresa più importanti di tutti, di cui siamo tutti titolari, è noi stessi. Quello che dobbiamo cercare di fare è essere giovani a tutte le età. Dobbiamo concentrarci sulla capacità di credere in noi stessi, l'imprenditorialità non si impara dall'esperienza della vita, è un atteggiamento mentale, la capacità di credere in un obiettivo che è la leggenda di ciascuno di noi.

Ugo Cappellacci (il senso (?) di un discorso elettorale)

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