martedì 14 dicembre 2010

- Una storia italiana - episodio 3: I piccoli segreti.

I PICCOLI SEGRETI DI SILVIO

Nei momenti di quiete cosa fa Silvio Berlusconi? Un sorprendente ritratto privato del Presidente di Forza Italia: la musica, le buone letture, i fiori, la cucina, l’arredamento

Cosa fa Silvio Berlusconi nel poco, pochissimo tempo libero che gli rimane? Ha sempre preferito il riserbo sulla sua vita privata, ma da quando, con la discesa in campo, ha lasciato le vesti dell’imprenditore per diventare un personaggio pubblico, molti filtri sono ovviamente caduti (da quando ha abbandonato l'attività imprenditoriale, vendendo tutte le sue aziende per potersi dedicare alla politica senza alcun conflitto d'interesse, sono caduti tutti i filtri che lo proteggevano e si è venuto a sapere che è un ottimo padrone di casa, e le sue feste sono quelle più à la page). Vediamolo, allora, nel suo privato.

Innanzitutto adora stare in famiglia con Veronica e i suoi figli, a fare il marito e il papà. Sono questi gli autentici momenti di felicità (ultimamente non può più fare il marito, ma adora ancora fare il papi). Una passione particolare Silvio la nutre per la grande pittura. Un amore nato negli anni giovanili. Per l’esattezza dopo la fine del liceo, quando Berlusconi collaborò per un breve periodo con un amico di suo padre Luigi, che fabbricava cornici d’arte. Un lavoro divertente che permise a Silvio d’accostarsi alla pittura. “Così, piano piano, sono diventato un collezionista di quadri e d’arte”. Ma la passione, condivisa del resto con la moglie Veronica, è autentica e profonda; lo conferma la sua attenzione per la grande pittura veneta – nelle sue case fanno bella mostra tele del Tintoretto e del Canaletto e una raccolta di oltre cinquanta vedute di Venezia – ma non gli dispiace nemmeno l’arte contemporanea e, soprattutto, le sculture del suo amico Pietro Cascella.

Ci sono poi gli amici di una vita, i “compagni d’avventura” più cari. Celebri sono le vacanze operose a base di letture anti stress. Ogni estate, Silvio Berlusconi raduna i suoi amici e collaboratori alle isole Bermuda: Silvio chiama questi ritiri "esercizi spirituali". Sveglia la mattina presto, primo incontro a colazione per commentare le notizie del giorno giunte via fax dall’Italia. Poi lo sport, una, due ore di camminata e di corsa; e poi un pranzo particolare (recentemente le abitudini sono un po' cambiate, ma soltanto dopo aver appreso e aver fatto tesoro di tutto lo scibile umano durante le sue 'vacanze operose'). Come se si fosse in un monastero, Gianni Letta, Marcello Dell’Utri, Fedele Confalonieri e lui stesso si alternano nella lettura dei grandi classici del pensiero occidentale (L'estetica trascendentale e i Prolegomeni per loro non hanno segreti). “Alle Bermuda corriamo, leggiamo, meditiamo e ci alleniamo per tenere in esercizio il fisico e la memoria, ripassando le poesie più celebri e sfidandoci a vicenda su chi le ricorda meglio” (nella foto possiamo vedere un altro di quegli amici che partecipava ai "ritiri spirituali alle Bermuda", Bettino Craxi, impegnato nella declamazione di D'Annunzio, Beatitudine, e Silvio che lo ascolta con estrema attenzione pronto a coglierlo in fallo e correggerlo. Si narra che il suo pezzo forte fosse Ungaretti, M'illumino d'immenso).

DAL POLLICE VERDE ALLA CUCINA

Di hobby, Berlusconi non ne riconosce nessuno in particolare: “Gli unici veri hobbies sono lo studio e il lavoro”. E infatti, come smentirlo? Se da studente di ginnasio, nell’ora di italiano, scriveva non uno ma tre temi, e poi passava gli altri due ai compagni meno dotati (tralasciano di riportare che era solito tenere per sè il peggiore, dando i due meglio riusciti ai compagni)...

“Mi picco di essere un esperto di parchi e di giardini, credo di aver messo a dimora più alberi io di qualunque altro paesaggista “laico”, che non faccia cioé il vivaista di mestiere”. Conosce e riconosce tutte le specie di alberi, di fiori e di cespugli. Ama indicarli con il nome botanico in latino (tutte e 350.000 circa, compresa la Mimosa pudica! Dovreste vederlo: non ne sbaglia una! E poi parla il latino fluentemente!). E come esperto è intervenuto in numerose trasmissioni televisive. Dopo parchi e giardini, ecco un altro hobby semiufficiale, l’arredamento, come racconta uno che lo conosce bene, Giuliano Ferrara. “È un suo hobby anche arredare le case curando ogni particolare: dai mobili ai quadri, dalle foto in cornice ai fiori, alle luci studiate in un certo modo. Anche a Palazzo Chigi, quando diventò nel 1994 presidente del Consiglio, aveva ristrutturato e arredato a modo suo e a sue spese tutto l’appartamento di rappresentanza dove si accolgono gli ospiti in visita ufficiale. Credo sia un caso unico nella storia della Repubblica italiana”.


BUONE LETTURE E TANTA MUSICA

Ama da sempre la musica. Canta, suona il piano, la chitarra e il contrabbasso (contemporaneamente!!). Conosce decine e decine di canzoni francesi, i suoi autori preferiti sono a Charles Trenet, Gilbert Becaud, Charles Aznavour. Ha inciso Que reste t’il des nos amours, Dans mon île e altri capolavori francesi in un CD per sua figlia Marina. Un amore che viene da lontano, dagli anni della giovinezza. Per pagarsi gli studi universitari, con l’amico Fedele Confalonieri, si imbarcò sulle navi della Costa Crociere, come cantante e intrattenitore. Fedele al piano, Silvio alla chitarra o al contrabbasso, i due improvvisavano duetti jazz; poi Silvio cantava. Ancora adesso, quando si ritrovano, Fedele si esibisce nel suo repertoio di musica classica e poi lascia il piano a Silvio. La musica è entrata nel sangue anche dei suoi figli più piccoli: Eleonora studia l’arpa, Barbara il piano, Luigi il flauto e la chitarra. Dalla musica classica ai grandi libri il passo è breve. Berlusconi è da sempre un lettore appassionato. I suoi interessi spaziano dai saggi storici alla politica, dall’economia alla filosofia. Con una predilezione per i classici della letteratura. Nelle sue bibliotechele biblioteche del più importante editore italiano, l’editore della Mondadori, della Einaudi, della Sperling e Kupfer e dell’Electa – accanto a migliaia di volumi trovano un posto particolare i libri di cui ha personalmente curato l’edizione, come l’Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam (a cui ha dedicato la prefazione che pubblichiamo qui a fianco), l’Utopia di Tommaso Moro. E ancora: Il Principe di Nicolò Machiavelli con le annotazioni di Napoleone, Le sottilissime astuzie di Bertoldo di Giulio Cesare Croce, De hominis dignitate, di Giovanni Pico della Mirandola, La Nuova Atlantide di Francesco Bacone, La Città del Sole di Tommaso Campanella, Il Manifesto del Partito Comunista di Marx e Engels (le origini dell'ossessione per il comunismo sono rintracciabili qui, presumibilmente), Il disprezzo del mondo di Erasmo da Rotterdam, Lo spaccio della bestia trionfante di Giordano Bruno.

A PROPOSITO DE L’ELOGIO DELLA FOLLIA

Vi proponiamo alcuni passi della prefazione di Silvio Berlusconi a “l’Elogio della Follia”, il capolavoro di Erasmo da Rotterdam

A farmi conoscere l’Elogio della follia fu, ai tempi dell’Università, un amico molto caro. Avevamo avuto una discussione piuttosto accesa, in cui a più riprese mi ero sentito dare del visionario, non ricordo più per quale motivo. L’indomani mi vidi recapitare una copia del capolavoro di Erasmo in un’edizione Einaudi, con una singolare dedica: “Vedrai che ti ci ritrovi”. Cominciai perciò a leggere. Subito mi catturò l’ammirabile dedica a Tommaso Moro, che già conoscevo per l’Utopia: non riuscii a staccarmi dalla lettura se non dopo aver terminato l’ultima riga della splendida, autoironica conclusione. Al di là dello stile sempre scintillante, sorretto da una straordinaria intelligenza e da una sconfinata, sapida erudizione, al di là del riuscitissimo gioco degli specchi tra apparenza e realtà, ragione e assurdo, saggezza e follia, ad affascinarmi nell’opera di Erasmo fu in particolare la tesi centrale della pazzia come forza vitale creatrice: l’innovatore è tanto più originale quanto più la sua ispirazione scaturisce dalle profondità dell’irrazionale. L’intuizione rivoluzionaria viene sempre percepita al suo manifestarsi come priva di buon senso, addirittura assurda. È solo in un secondo tempo che si afferma, viene riconosciuta, poi accettata e persino propugnata da chi prima l’avversava. La vera genuina saggezza sta quindi non in un atteggiamento razionale, necessariamente conforme alle premesse e perciò sterile, ma nella lungimirante, visionaria “pazzia”. Tutti noi abbiamo certo riscontrato più volte la profonda verità di questa tesi. E nella mia vita di imprenditore sono stati proprio i progetti a cui più istintivamente mi sono appassionato contro l’opinione di tanti, anche amici cari, i progetti per i quali ho voluto dar retta al cuore più che alla fredda ragione, quelli che hanno poi avuto i maggiori e più decisivi successi. Ma l’Elogio della follia – uno dei pochi libri che da quella lontana prima volta tengo a portata di mano – offre tante altre chiavi di lettura, come ogni vero capolavoro. In questi ultimi tempi sono portato ad ammirare l’eccezionale ricchezza dell’arte della comunicazione che vi è dispiegata. Come l’uso istintivo, magistrale, della battuta arguta, del motto di spirito, dell’immagine incisiva, del tono apparentemente lieve e scherzoso per affermare verità anche amare e sostenere coraggiose posizioni morali. Un libro dunque che trascende ogni tempo, da rileggersi anche oggi – non solo per divertimento ma anche per apprendimento – dall’uomo di studio e soprattutto dall’uomo di azione.

Silvio Berlusconi



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4 commenti:

Mr. Tambourine ha detto...

Ama da sempre la musica. Canta, suona il piano, la chitarra e il contrabbasso?

Tore ha detto...

Sì, suona e canta, e ama, c'era scritto su tutti i giornali

Matthew ha detto...

Per la par condicio ed il contraddittorio insieme, mi sento in dovere di aggiungere questo:

http://room67.blogspot.com/2010/02/berlusconi-tra-barzellette-e-latino.html

Tore ha detto...

Intraprendente e cocciuto come lo conosciamo! Una personalità così spiccata da non mostrare il minimo affaticamento neanche dopo decenni!