sabato 11 dicembre 2010

- Una storia italiana - episodio 2: Gli anni della formazione.

TUTTI PER UNO...

Nel 1991 Silvio Berlusconi ricorda per Capital i suoi anni scolastici

Credo di essere stato fortunato con la mia classe, così viva e unita, e con i miei professori, tutti di buon livello. Almeno tre, anzi, superlativi. Ma non furono anni facili. Si studiava molto. Il pomeriggio, la sera dopo cena, il mattino presto. Una disciplina dura, dal ginnasio sino all’esame di maturità. Cominciò il caro don Olmi a martellarci in testa la grammatica latina e greca. Venivamo interrogati ogni giorno e non c’era scampo: alla fine verbi e declinazioni li sapevamo davvero. Imparammo così a studiare sul serio, a stare sui libri sino a capire a fondo e ricordare bene (per sua sfortuna all'epoca non si studiava l'inglese, da qui le difficoltà oggi sotto gli occhi di tutti, checchè ne dica Bush. Certo, visto che allora imparò a studiare sul serio, avrebbe potuto colmare le lacune nella lingua straniera per conto proprio...). Al liceo furono i professori di lettere ad affascinarci. In particolare don Muffatti per il latino e il greco e don Biagini per l’italiano. Ci insegnarono a comunicare. Esigevano chiarezza di contenuti, pulizia di linguaggio, “consecutio” delle argomentazioni ed equilibrio della composizione. Ci è rimasto anche il gusto della parola giusta e l’aspirazione all’etimo, alla radice del significato. Con i compagni c’erano un’intesa profonda e una grande carica umana che ci veniva dalle famiglie di provenienza. Di livello medio basso, direbbero oggi i sociologi. E naturalmente, nel gruppo contarono molto alcune individualità. Dobbiamo a questa esperienza quel senso di rispetto e simpatia che proviamo per gli altri, specialmente per i più umili (oggi, 2010, non si contano gli esempi di "rispetto verso i più umili" da parte sua...). Dopo il liceo la “squadra”, professori e compagni, è rimasta davvero molto unita. Con tutti ci vediamo spesso. Non solo alla ricerca del tempo perduto...


NEL NOME DEL PADRE

La grande personalità di Luigi Berlusconi ha inciso profondamente nella vita del fondatore della Fininvest. Per Silvio è stato un genitore, un consigliere, un amico. E fino all’ultimo giorno è stato al suo fianco

Padre severo, ma affettuoso e poi amico e consigliere, Luigi Berlusconi è una presenza centrale nella vita di Silvio. Nato a Saronno nel 1908 e trasferitosi giovanissimo a Milano, Luigi viene assunto come semplice impiegato alla Banca Rasini, ma inizia subito a far carriera. Il titolare, Carlo Rasini, lo ricordava come “un collaboratore fedelissimo, di una dedizione assoluta. Prima di dare agli impiegati una matita nuova si faceva restituire il mozzicone di quella vecchia, spegneva le luci superflue. Altri tempi”. Luigi andrà in pensione come Direttore Generale dell’Istituto di Credito, ma non cesserà di lavorare; iniziò subito a seguire le attività delle società del figlio, quell’Edilnord che firmerà Milano 2 e Milano 3. Sin dagli inizi papà Berlusconi ha creduto fermamente nelle idee del suo ragazzo tanto da affidargli come capitale iniziale della sua prima società l’intera sua liquidazione e aiutandolo poi ad ottenere gli altri finanziamenti necessari, curando i bilanci delle sue prime società e consigliandolo con la sua lunga esperienza. Lo si vedrà nei momenti cruciali, come la creazione di Canale 5, l’ingresso nel campo della pubblicità e del cinema, l’acquisto della Standa, sempre al fianco di Silvio. Un vincolo fortissimo, dunque, rinsaldato anche dallo sport. Papà Luigi, infatti, trasmette al suo primogenito la grande passione per il Milan. Diventato presidente della squadra rossonera, Silvio ricorderà spesso quei pomeriggi domenicali quando il papà lo portava a gioire e a soffrire per il “Diavolo”. La prima “Coppa del Mondo” vinta dal suo Milan stellare non può che dedicarla a papà Luigi.


LO STUDENTE

I ricordi dei suoi insegnanti e dei suoi compagni di classe

A perfezionare il carattere di Silvio ci penseranno i Padri Salesiani del Liceo Sant’Ambrogio di via Copernico a Milano (perfezione che chiunque può apprezzare ancora oggi!). Una scuola dura, dove il giovane Berlusconi impara a “stare sui libri fino a capire a fondo e ricordare bene”. Padre Erminio Furlotti, quarant’anni e più d’insegnamento al liceo, ricorda così lo studente Berlusconi: “Era geniale, disinvolto, padrone di sé e di facile comunicativa tanto che, in occasione di visite di autorità, gli veniva affidato il discorso ufficiale che sapeva anche improvvisare lì per lì. Aveva capito l’interazione tra attenzione e memoria e la sfruttava al meglio”. Guido Possa, compagno di scuola racconta: “Gli studi in quegli anni erano severi e i professori rincaravano la dose: andava avanti solo chi si impegnava a fondo. Così faceva Silvio, che eccelleva in italiano, latino e greco, materie che richiedono finezza espressiva orale e scritta. Gli piacevano le poesie e la grande letteratura. Berlusconi riusciva bene anche negli sport ed era il più bravo della classe nella corsa veloce (mens sana in corpore sano, direbbe lui, che eccelleva in latino!). Nella dinamica relazionale all’interno della classe, Berlusconi occupava tra i compagni una posizione centrale, data la sua prorompente ed estroversa vitalità. Suscitava tuttavia qualche invidia il suo buon gusto nel vestire, la parola facile, l’aureola di successo con le ragazze, la passione per lo spettacolo e il canto e soprattutto la sua capacità di tenere un’intensa vita sociale fuori dalla scuola nelle poche ore lasciate libere dallo studio (il buon gusto nel vestire è un tratto distintivo della famiglia Berlusconi, abbiamo visto la figlia Maria Elvira nella puntata precedente). Berlusconi ha sempre avuto molto cari i suoi compagni di classe mantenendo con loro stretti rapporti. Non pochi sono stati per lunghi anni suoi collaboratori nella vita imprenditoriale.


UNA MAMMA COME AMICO

Una donna severa, determinata, battagliera e, al tempo stesso, una madre affettuosa, protettiva, tenerissima. Un ritratto di Rosella Berlusconi

La signora Rosa, chiamata Rosella sin dagli anni dell’adolescenza, oggi ha dodici nipoti, ma al primo posto nel suo cuore restano i suoi figli: “I ragazzi li ho fatti io, i sacrifici per loro li ho fatti io. Ma voglio bene anche ai miei nipoti. Sono tutti belli, intelligenti, affettuosissimi”. La nipote del cuore è Marina: “Fra di noi c’è come un fluido”, confessa. La signora Rosella è una donna piccolina, dritta, curata, attenta, ma anche battagliera. Dice sempre ciò che pensa, anche e soprattutto a suo figlio Silvio. Lei era contraria alla sua entrata in politica e continuava a ripetergli “perché?”. Lui le rispondeva, tormentato: “Mamma, lo devo fare, non vedi come siamo combinati? Bisogna pure che qualcuno si faccia avanti. I comunisti sono rimasti gli stessi, disferanno l’Italia, non ci sarà più libertà, non si potrà più lavorare” (facile immaginare il suo tormento odierno, considerando "come siamo combinati"). Una sera dell’inverno 1993 mamma Rosella guardò diritto negli occhi suo figlio. Poche parole, semplici: “Se senti il dovere di farlo, devi trovare il coraggio di farlo”. Da quel momento è stata al fianco di Silvio anche in politica, sempre pronta a ridargli la carica. “Un giorno del ‘94”, racconta, “ho trovato Silvio stanco, preoccupato, demoralizzato. Gli ho detto: Silvio! Non puoi deludere chi ha fiducia in te. Devi andare avanti, ma prima imponiti una sosta: ritroverai il tuo coraggio, la tua energia, il tuo entusiasmo e la tua fede e ritornerai il combattente di sempre”. All’ingresso della casa di mamma Rosa c’è un bellissimo bassorilievo. Una Madonna col bambino che offre una rosa. È di Pietro Canonica. “Sa la storia di questa Madonna? Quando ho compiuto settant’anni, Silvio, che era a Parigi, mi ha mandato settanta rose alte come sono alta io. Poi, a mezzanotte, sento suonare il campanello. Era lui, si è scusato dell’ora, mi ha riempito di baci e mi ha portato in casa, aiutato dal suo autista, questa Madonna, pesantissima. Mi ha detto che era stata scolpita nel 1936, l’anno in cui è nato lui, e per questo ha voluto donarmela. ‘Perché questa sei tu e questo sono io che ti offro una rosa’” (la storia trascurata dalle note ufficiali racconta che l'autista avesse affibbiato un vezzeggiativo a quella Madonna durante il trasporto, tanto da chiamarla "Orca Madonna"). La signora Rosella è fiera dell’amore che i figli hanno per lei: “Ogni domenica Silvio mi invita ad Arcore. Può avere qualunque personaggio a tavola, ma mi fa sedere sempre alla sua destra. Quando parlo tutti mi stanno ad ascoltare, con attenzione e con rispetto. Io sono orgogliosa di tutto quello che hanno realizzato i miei figli, per questo ringrazio il Signore. Ma sono particolarmente orgogliosa del riguardo e dell’affetto che hanno per me”.


L’OROSCOPO

Ecco il profilo astrologico di Silvio Berlusconi, nato sotto il segno della Bilancia il 29 settembre 1936. Secondo gli studiosi delle stelle il suo destino era già tutto scritto nel firmamento (anche l'astronomia si piega di fronte a questa "storia italiana", e non poteva essere altrimenti!).

Il carattere

Silvio Berlusconi, nato a Milano il 29 settembre 1936, Bilancia. Come la maggior parte dei nati sotto questo segno è un personaggio comunicativo, capace di forti passioni e amori profondi. Carismatico, grazie alla grande adattabilità e al talento innato, spicca in attività che lo portano di fronte al grande pubblico, ha ottime capacità di giudizio, di analisi e di sintesi, costruisce ogni ragionamento con logica stringente, riesce a conferire chiarezza a ogni argomento (soprattutto in campagna elettorale, avremmo aggiunto noi).

L’amicizia

Amicizia e ammirazione lo aiutano a sviluppare le tendenze più positive della sua natura, mentre il carattere robusto lo rende capace di assorbire anche le più difficili avversità della vita e trarne profitto per raggiungere le proprie mete (ha tutte le caratteristiche del buon vino d'annata!). Dalla Bilancia, Silvio Berlusconi trae la sua capacità di sapersi adattare agli avvenimenti e alle situazioni, cogliendo il meglio da ogni circostanza, senza subire influenze negative. Combattente determinato e tenace, ha come segreto un fiuto preciso che gli fa subito comprendere quali sono i personaggi che gli saranno più congeniali e quali, prima o poi, saranno fonte di delusione (il fiuto d'un segugio, che sarà prezioso in vista del voto di fiducia che si avvicina). La sua indole critica lo porta a valutare con serenità le diverse facce della verità e della personalità umana; esigente e instancabile, ha innanzitutto il culto del lavoro e dell’efficienza (perbacco, neppure un difetto! Che so, l'alito pesante al risveglio, un alluce valgo... niente!).

Le stelle di quest’anno

Quest’anno il transito di Saturno nel segno dei Gemelli richiederà uno sforzo di puntualizzazione e di consolidamento (giusto una limatina qua e là, quisquilie), mentre il transito di Giove nel segno dello Scorpione darà garanzia di risultati all’impegno profuso. Le battaglie del leader di Forza Italia coinvolgeranno interessi economici e politici (più economici che politici, va puntualizzato), per cui si troverà ad affrontare una concorrenza agguerrita, ma c’è da credere che non sarà certamente lui ad arrendersi. Astralità numerose e potenti garantiranno efficienza e vigore, facendo vivere a Berlusconi un periodo movimentato e faticoso, ma al tempo stesso denso di successi e soddisfazioni nella vita privata e in quella pubblica. Dopo un lungo periodo difficile, le stelle sono quest’anno nuovamente con il suo segno (ecco da dove trae la sua forza, qual è il suo segreto: astralità numerose e potenti! Contro queste forze, non si può nulla: Forza Silvio! Forza Italia!).

Nella prossima puntata di "Una storia italiana" vi sveleremo quelli che sono "I piccoli segreti" di Silvio Berlusconi.



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3 commenti:

Tore ha detto...

Una semplice parola per chi ha dato i natali a questo portento: complimenti

Mr. Tambourine ha detto...

Ai considers theres the fleg of Iunait Steits nos only a fleg of a country, baz iz an universal message of freedom have democracy.

Matthew ha detto...

Ior inglisc is veri gud!