lunedì 27 dicembre 2010

- Una storia italiana - episodio 5: Gli amici.

GLI AMICI DI SEMPRE

Dai tempi del liceo e dell’università, si è formato attorno a Berlusconi un piccolo, fidatissimo nucleo di amici. Assieme a loro ha affrontato mille battaglie. Vincendole. Ecco la storia della “squadra” di Silvio

Il cortile dell’oratorio di Sant’Antonio, la chiesa di via Sebenico, l’istituto dei Salesiani (i giovani tutti casa e chiesa di una volta...). È lì che Silvio Berlusconi conosce Fedele Confalonieri, il suo amico più caro, nipote di Giovanni Borghi, famoso industriale dei frigoriferi: tutti ricorderanno la marca Ignis. Ma allora Borghi era un semplice elettricista con la bottega in piazza Minniti. I due ragazzini formano subito una coppia affiatata. Fedele suonava l’armonium e Silvio cantava nel coro e, intanto, studiava su un pianoforte preso a noleggio da sua madre. Il sodalizio musicale proseguirà più tardi con la nascita di un piccolo complesso che serviva a rallegrare le feste studentesche e al tempo stesso a pagarsi gli studi. Durante gli anni del ginnasio e del liceo si uniranno a loro, via via, Adalberto Spinelli, Guido Possa, Romano Comincioli, Federico Butera e altri ancora. Seguiranno Berlusconi in tutte le sue imprese. Furono proprio i compagni di scuola e di oratorio il primo nucleo di quella “squadra” che accompagnò e accompagna Berlusconi nel corso della sua vita di imprenditore e di politico. Molti anni più tardi, parlando ai suoi collaboratori Berlusconi ricorderà che: “eravamo forti perché eravamo amici, tra noi c’era una intesa profonda e una totale identità di valori, c’era un affidamento reciproco, il senso di un impegno e di un traguardo comune, la gratificazione di lavorare insieme e di condividere la gioia dei nostri successi”. Dice Gianni Letta: “Per Silvio la famiglia e gli amici sono i valori principali. Ama avere accanto le persone a cui vuole bene, che ricambiano la sua stima e il suo affetto” (e che lui ama riempire di doni, farfalline principalmente). Ancora oggi, Berlusconi crede nella “squadra”, nel lavoro comune, nei legami forti che nessuno tradisce e rinnega. Se è stata la musica a fargli incontrare Fedele Confalonieri fu invece la passione per il pallone a cementare la sua amicizia con Marcello Dell’Utri. “All’università Silvio mi faceva un po’ da tutore, mi passava i suoi proverbiali “sunti” dei libri di testo. Abbiamo studiato in molti su quelle sue sintesi straordinarie” rievoca oggi Dell’Utri. “Ma fu l’amore per il calcio ad unirci”. Dell’Utri mette in piedi il Torrescalla Club. Silvio è il Presidente, il dirigente accompagnatore, l’allenatore e vince tutti i campionati a cui partecipa nelle categorie giovanili, gli allievi e gli juniores, del calcio milanese. Vince ripetutamente anche contro le formazioni giovanili del Milan e dell’Inter. “Poi per tutti i ragazzi arrivò la chiamata al servizio militare e la squadra si sciolse (presidente e allenatore vincitutto a nemmeno 20 anni! Un predestinato!). Ma molti di loro sono ancora con me. Il centravanti è il nostro fotografo ufficiale”.


GIANNI L’AMBASCIATORE

Letta, una delle figure storiche della “squadra” . Un legame sincero nel nome dell’amicizia e della passione per l’Italia

Uno degli amici più cari di Silvio Berlusconi è sicuramente Gianni Letta, storico direttore de “Il Tempo”, da anni al fianco del Presidente. Già conduttore di “Italia domanda”, una delle prime trasmissioni politiche delle reti di Segrate, e poi vicepresidente della Fininvest. Nel 1994 Letta ha seguito Berlusconi a Palazzo Chigi quale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo l’esperienza di Governo, ne è diventato l’“ambasciatore” personale a Roma. Tutti, alleati ed avversari (e in particolar modo all'interno delle mura vaticane...), apprezzano la sua straordinaria capacità diplomatica e la sua riservatezza diventata addirittura proverbiale.


AMICI DALL’UNIVERSITÀ

Marcello Dell’Utri è un altro degli amici di lunga data di Silvio Berlusconi. Legati fin dagli anni dell’università a Milano, dalla passione per i libri e per il calcio

Marcello Dell’Utri è nato a Palermo l’11 settembre 1941, ha studiato presso il Real Collegio Capizzi di Bronte ed ha frequentato poi i gesuiti del “Gonzaga” nel capoluogo siciliano. Conseguita la maturità classica nella sua città natale, compie a Milano gli studi universitari laureandosi in giurisprudenza presso la Statale. Dopo un periodo dedicato allo sport, durante il quale fondò e diresse a Roma una Scuola di formazione sportiva dell’Opus Dei (Centro Elis), torna a Palermo per tre anni lavorando alla Cassa di Risparmio di Sicilia. Nel 1973, Silvio Berlusconi (di cui era diventato amico negli anni dell’università) gli offre l’opportunità di ritornare a Milano per lavorare con lui come suo assistente. Sono gli anni in cui si costruiscono le fondamenta del Gruppo Fininvest e si lavora in un clima di grande entusiasmo (nonostante le bombe ai cancelli delle abitazioni di Silvio). Marcello ne è contagiato e tenta di volare da solo, incoraggiato dallo stesso Berlusconi. Ma dopo una breve e travagliata esperienza all’estero con la Bresciano Costruzioni, preferisce ritornare con Silvio impegnandosi nel settore della pubblicità. Diventa Presidente e Amministratore Delegato di Publitalia ’80, la concessionaria della pubblicità televisiva per le tre reti del gruppo Fininvest e dei networks europei di cui la Fininvest è azionista. Partecipa nel 1994 alla fondazione di Forza Italia, dal 1996 è deputato al Parlamento Italiano e dal 1999 anche al Parlamento Europeo (nota a margine: è anche un frequentatore assiduo di aule di tribunali, in qualità di imputato/testimone). È presidente della Fondazione Biblioteca di via Senato e dell’associazione culturale “Il Circolo” che conta più di cento sedi in tutta Italia. Come Berlusconi è un appassionato bibliografo, conosce a memoria tutta la Divina Commedia, è padre di quattro bellissimi figli (ogni scarrafone etc etc).


CONFALONIERI, QUANDO L’AMICO È FEDELE

Due caratteri forti e leali. Un’amicizia nata nella Milano dell’immediato dopoguerra e proseguita per quasi mezzo secolo sino ai giorni nostri. La storia del lungo rapporto tra “Fidel” e Silvio

Fedele Confalonieri nasce nel 1937 a Milano e cresce, come Silvio Berlusconi, nel quartiere Isola Garibaldi. I due s’incontrano, in una Milano semidistrutta dai bombardamenti, nell’oratorio del patronato di Sant’Antonio, l’unico ritrovo per i ragazzi della zona. Tra i due nasce un’amicizia di ferro: hanno le stesse passioni, il Milan e la musica. Il sodalizio continua anche all’Università. Poi, per un breve periodo, le loro strade si dividono. Berlusconi fonda la “Cantieri Riuniti Milanesi”, costruisce case e il primo appartamento viene acquistato proprio dalla madre di Confalonieri. Anche “Fidel”, come il Presidente affettuosamente lo chiama, fa l’imprenditore in proprio. Ma per poco. Torna con l’amico Silvio e il tandem Berlusconi-Confalonieri si dimostra subito vincente. Negli anni febbrili di Milano 2 e Milano 3, Confalonieri sarà sempre al fianco dell’amico diventando il suo braccio destro e il consigliere principale. Anche, e soprattutto, quando Silvio decide di diversificare le proprie attività. Ma qual è il segreto di questa intesa? Chi li conosce bene non ha dubbi: un affetto profondo, rafforzato da una estrema schiettezza. Fedele non teme di contraddire il Presidente. Le loro animate discussioni, a porte chiuse, sono leggendarie, come leggendaria è la loro perfetta sintonia una volta presa la decisione. Impossibile cercare di separarli. Lo hanno dimostrato, una volta di più, gli eventi del 1994. Quando Silvio scelse d’impegnarsi politicamente, “Fidel” fu certamente tra i più scettici. Ma una volta che Berlusconi decise di “bere l’amaro calice”, Fedele accettò di sostituirlo alla presidenza di Mediaset. Con la malcelata speranza di vedere Silvio, un giorno, tornare a fare l’imprenditore insieme a lui (speranza condivisa anche da tanti altri...).




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2 commenti:

Giovanni Greco ha detto...

Nella speranza che il nuovo anno soddisfi i nostri desideri, auguro a te e a tutti i lettori del tuo blog un felice 2011.

Matthew ha detto...

E' morto Romano Comincioli.