mercoledì 29 ottobre 2008

Questo post puo' essere provocante,irriverente,altezzoso e di cattivo gusto


Trovo ipocrisia ovunque.
E quando questa viene meno siamo in presenza di stupidi fissati su qualche bizzarra convinzione.
Siamo animali complessi ma con pochi bisogni, tante sono invece le modalita' che ricerchiamo per soddisfarli o le scuse che ci creiamo x evadere da questi.
Viviamo essenzialmente di autostima,illusioni amorose e vere amicizie(ma questo riguarda solo poche persone benche' tutti quanti voi lettori farete subito propria questa categoria, spesso ci si confonde con l'autostima, ma lasciatemi il tempo di spiegare)... no non e' poca roba, dall' autostima si diramano la maggior parte dei nostri atteggiamenti delle nostre scelte sociali del nostro modo di porci.
L'autostima non e' solamente "piacersi" ma piuttosto sapere di poter piacere.
Gli elementi per piacere sono due: madre natura e il nostro cranietto abbinato alla capacita' di porsi che ha ciuscun individuo.
Percio' non basta nemmeno essere belli e intelligenti!
La stragrande maggioranza delle cosidette "amicizie",dipendono o dall' egoismo:quindi sono di scopo,hanno diciamo un fine utilitaristico, come le amicizie di lavoro;ma un sottoinsieme spesso non considerato,a parer mio abbraccia varie "specie": per mantenere il nostro personaggio nel film della vita quotidiana abbiamo bisogno di varie tipologie di individui e spesso l'egoismo si abbiana all'altra categoria,ovvero l'autostima.
E' necessario avere persone che ci stimano,ma tra queste selezioniamo(quindi frequentiamo) solamente quelle sulle quali non riusciamo ad avere "pieno controllo",e che quindi in qualche modo ci attraggono sia sessualmente che intellettualmente; le restanti o le scartiamo totalmente o le "teniamo buone" cioe non chiudiamo i rapporti a priori ma li conserviamo per disporne a nostro piacimento, consci del fatto che la persona interessata sara' sicuramente disponibile ad ogni nsotro passo quindi "controllabile".
Oltre alla stima abbiamo bisogno dell'autostima, e questa la ricaviamo in diversi modi: per i piu stupidi basta il corpo, ma e' anche il loro limite,in quanto se non all' altezza questi non possono ripegare sull'intelletto.
Per chi ha un aspetto piacente e non e' stupido il gioco si fa piu complesso,questo tipo di persone spesso puo' diventare problematico (per se) o enigmatico ( per gli altri),ma riesce di norma a cavarsela avendo delle rivalse intellettuali.
I belli e intelligenti sono estremamente rari,quasi introvabili, poiche' il corpo trae spesso in inganno, soprattutto chi lo "veste" dato che ricevono fin troppe attenzioni "immeritate" e spesso si trovano in conflitto con se stessi.Gia' perche' per un bello piacere solo a livello estetico e'paradossalmente un cruccio, infatti "i bellintelligenti", dando per scontato l'esteticita',provano sempre a persuadere intellettualemente e sono fin troppo selettivi nei loro rapporti;ovviamente cio' non riguarda i "belliebasta",questi sono abbatsanza semplici, nascono come seduttori e provano a farlo in qualsiasi circostanza, ricercano il proprio piacere nel giudizio altrui, e nella maggior parte dei casi fanno selezione con altezzosita'a conferma della loro stupidita', convinti di essere irraggiungibili.
Tornerei pero' alle vie di mezzo,ovvero i piacenti intelligenti e i piacenti stupidi.
La vita di un piacente stupido e' spesso farcita di ,fin troppe, illusioni e costruzioni mentali:senza rendersene conto coltiva rapporti finalizzati( a sua insaputa)ad appagare l'autostima, e' circondato da una quantita' spaventosa di amici, ma soprattutto e' attratto dalla bellezza e dalle cose banali,odia la complessita' perche' sovente la trova noiosa.
Il piacente intelligente invece e' il caso piu' complesso:
spesso si trova in conflitto col suo corpo ma quasi mai col suo intelletto.
Opera "selezioni sociali" sia a livello estetico che intellettuale, e le sue scelte dipendono molto dal periodo che attraversa.
Spesso agisce con saccenza e superficialita' seguendo la parte che in quel derminato periodo piu' l'appaga, e si circonda di una gran varieta' di persone, tutte quante si incastrano nel suo complesso meccanismo di accettazione:
tutto dipende dalla capacita'di controllarle e anche dalla necessita'di farlo;potrebbe scartare benissimo un "bellintelligente" se riuscisse a capire di poterlo controllare, ma nella maggior parte dei casi scarta i suoi simili, ci va in conflitto o si convince di poterli dominare,nonostante potenzialmente potrebbe andare d'accordo con la maggioranza di essi.
Ha bisogno sia di brutti per appagare l'autostima ( col confronto) sia di belli (intelligenti o meno)per provare a "domarli" e anche in questo caso appagare il proprio ego.
Scendendo nei dettagli potrei dividere tra consapevoli e inconsapevoli o illusi:
tanti credono nella "naturalita'" dei loro rapporti e sono proprio quelli che leggendo il mio post potrebbero domandarsi " ma quante stronzate dice questo?" convinti di coltivare solo sentimenti "puri" sia amorosi che di amicizia,persuasi di avere la possibilita'di scegliere sempre e comunque.
Le nostre scelte sono sempre condizionate dal nostro essere, corporeo intellettuale sociale ecc., e mi pare ridicolo convincersi di poter realmente scegliere.In realta' la maggior parte delle nostre "selezioni" avviene per soddisfare bisogni inconsci o per compensare cio' che non abbiamo ma desideriamo.
L'attrazione per un individio, fisica o intellettuale che sia, avviene molte volte per compensazione appunto,siamo attratti da cio' che vorremo essere.
Il mondo rifiuta i brutti, per loro c'e' poco posto nella societa' e anche se in questo momento state pensando che "no voi non vi fermate alle apparenze",in realta' siete i primi a fare inconsciamente questo tipo di selezione.
Ma il brutto non e' sempre oggettivo,percio' ci appare brutto sia cio' che riusciamo a controllare fin troppo bene sia cio' che ci disgusta, e questo e'soggettivo.
Nel dominio dell' apparenza includo il modo di porsi:questo si, riesce a far la differenza, laddove o intelletto o bellezza vengono a mancare, ma piu' la seconda che la prima...
Il modo di porsi,quindi di "vendersi",determina la percezione che gli altri hanno di noi, ovvero cio' che siamo.
Non vi piace?Beh io penso che "noi" siamo due cose differenti.Poiche' la percezione dell'essere deriva dalla conoscenza, la percezione e la considerazione che abbiamo di noi stessi sara' sempre differente da quella che gli altri hanno di noi.
Di conseguenza noi siamo, e noi siamo nel mondo, cio' che conta nei rapporti sociali e'l'essere al mondo.
Il punto in cui l'essere e l'essere al mondo vanno piu' a coincidere e' nel caso delle amicizie "vere": intendo con cio'una speciale sensibilita'nei confronti dell'altro che riesce a soddisfare bisogni e richieste inespresse.
In poche parole un vero amico lo riconosci quando e' disposto ad aiutarti ancor prima che tu chieda aiuto.
Dell'importanza di essere nel mondo si potrebbe parlare per ore, come d'altronde della poca considerazione che il "piacenteintelligente" riversa in questo.
Dell' amore non vi parlero', non ora, ho le mie idee e ci metterei troppo ad esporle.
Perche'ho esordito con la storia della tanta ipocrisia?
Appunto perche' i nostri rapporti umani sono dettati da molteplici fattori, tranne che dalla nostra vera e propria volonta...che poi,cos'è la volonta' se questa non viene abbianata ai bisogni da soddisfare?
La "vera" volonta'e' rara, o cmq non so nemmeno di preciso se esita o meno, dovrebbe basarsi sui principi, sull'educazione,sul nostro volere "puro e incondizionato": se non esiste in ogni caso penso che la si sfiori con una vera amicizia.
Ho dimenticato le conoscenze "semplici": le dividerei in due tipi, quelle di"massa", ovvero i conoscenti che in gran quantita' ci fanno sentire talvolta "uomini di mondo" e quelle "pure", ovvero persone per le quali proviamo ammirazione,piacere nel passare del tempo, scambiare idee o chissàcosa senza appagare palesemente un nostro bisogno, sia consapevolmente che inconsapevolmente; sono cmq poche.
Parlavo di ipocrisia, ma questa e' visibile o da un terzo, o concepibile per se stessi da persone dotate intellettualmente.
Chi non riesce a definirsi ipocrita spesso e' uno stupido, e non una persona "vera".
Tutto cio' mi fa riflettere perche'ho come la sensazione di scegliere sempre meno, che il mondo scelga sempre meno e si persuada di farlo, che le vere persone noi non le conosceremo mai o quasi: un teatrino di plastica con burattini di legno.
Questo post e' maturato nell'arco di tempo necessario ad ascoltare "a saucerful of secret" e "meddle" uno dopo l'altro, due gran bei dischi devo ammetterlo...

p.s. le eccezioni, in quanto tali, non sono contemplate in queste righe

5 commenti:

Valerio ha detto...

Ma che bel vaneggio sulla nostra natura umana nella società...

Tore ha detto...

molto interessante, Tz

Ale ha detto...

molto interessante sì..ma anche veritiero a parer mio.

spesso ci nascondiamo nella nostra stupidità per non ammettere quanta ipocrisia ci sia nel mondo, o più semplicemente dentro di noi. solo i pink floyd possono far venire in mente questi pensieri

Pietro ha detto...

l'uomo in definitiva Ha atteggiamenti ridicoli in quasi tutte le sue manifestazioni.l'unica cosa che puo' attenuare il ridicolo è la consapevolezza di esserlo

tizeta ha detto...

@ tore...ti ringrazio prof, un tuo apprezzamento e' sempre ben gradito, concorderanno anche gli altri della room...se ti interessa continueremo la discussione nel periodo natalizio( non penso di tornare prima) con una buona birretta...buone cose!