martedì 2 marzo 2010

scritti passati per menti stanche

Ultimamente non scrivo, anzi spesso scrivo delle grandi cagate, ma in fondo la cacca è un elemento che ci accomuna e accompagna ogni giorno, perciò non vedo per quale ragione non rendervi partecipi della mia...ecco, in assenza di raffinatezze letterarie, sottigliezze filosofiche o chedirsivoglia, cose che tra l'altro non hanno mai sfiorato questo blog, uno stra(l)ccio di riflessione messa nero su bianco e trasposta, in esclusiva x voi cari lettori, in formato htlm...



Pubblicità pubblico e droga, sono questi tre elementi che caratterizzano l' esistenza delle masse, e forse in questo preciso momento la mia. Sono strettamente connessi. La droga è ovunque e non parlo solo di una sostanza, magari fosse solo quello, è tutto ciò che ci crea dipendenza, tutto.
La società moderna si impernia sulla droga, sul rendere schiavi gli individui, ma in fondo è solo colpa nostra no? Possiamo sempre scegliere no? Mi viene in mente l'eterno motivo del libero arbitrio, ma in questo caso non c'entra un dio, ma solo la realta fattuale delle nostre scelte e la gamma di opzioni alle quali possiamo attingere. Droghe diverse per differenti utenze, la pubblicita ci stimola, la droga ci soddisfa ( ? ), o qualcosa di simile...Il calcio, il poker on line, la schiavitù della bellezza, il fumo, l'erba, la televisione,i videogiochi, la rete, la tecnologia,i soldi,il lavoro, la religione, l'amore, droghe diverse per differenti utenze. Per praticità ho elencato per una larga maggioranza quelle che mi hanno riguardato da vicino, discorsi a parte per religione e amore. Inadeguatezza, adeguatezza, normalizzazione, non sense, apatia. Un unico filo conduttore li attraversa. Ci sono momenti in cui mi riapproprio della mia esistenza, giusto pochi attimi. Ci soffro per un poco e mi rituffo nuovamente in una, nuova o vecchia, droga, per alleviare le pene, per perdere tempo, per affogare le emozioni in un qualcosa che non ne richiede né ne da a sufficienza. Mi perdo in loro, sto peggio di prima, esco, chiudo gli occhi al mondo provando per qualche tempo a viverlo come tutti.Tutto inutile, sarà colpa della mia essenza, ma proprio non ce la faccio troppo a lungo. Figlio di una società borghese, di una famiglia borghese, una vita davanti con mille possibilità, mille aspettative, gente che crede in me più di quanto io stesso non riesca a fare...ah già poi ci sono io, quello vero, quello che si lamenta e si droga. Davvero difficile reimparare ad innamorarsi dopo averne realizzato l'essenza, un' illusione di appagamento egoistico che ci fa sentire meno stronzi. Si può trarre piacere da un ' illusione con la consapevolezza della sua stessa natura fallace? Forse si, a volte ci riesco. Non mi basta. Il pubblico. Essere significa essereper un pubblico, gente amici parenti sconosciuti, tu fai gli altri osservano, a loro volta fanno ci si confronta ci si apprezza o ci si detesta, si parla si interagisce, ci conosciamo tutti e nessuno conosce nessuno. Facebook, come rendere pubblica la nostra vita nelle singole azioni o pensieri, riscuotendo successo, o per la nostra bella frase del cazzo, o perchè qualcuno ci caga per altri motivi. Semplificazione e mortificazione dei rapporti umani, filtri su filtri, sovradimensioni dell'essere che confondono le idee. Cerchiamo consenso, ci facciamo pubblicità, ci droghiamo con quella degli altri, e ne abusiamo. Facebook riassume i tre concetti espressi all' inizio.Ma è solo una piccola sfacettatura, un effetto, nato in quanto riassume molti bisogni della modernità, il male sta altrove, sta nella gente, o in chi cerca di indirizzarla. Il bisogno di sentirsi considerati, amati, importanti, è umano, la percezione di noi stessi passa attraverso gli occhi degli altri. Qual è la nostra vera natura? Sono bisogni indotti o naturali? Certo il concetto di naturale e di indotto potrebbero essere confusi, bisognerebbe separare una sorta di nostra “ pura “ volontà che prescinde dall'esperienza. La nostra esperienza ci caratterizza, essa stessa è naturale, quindi il volere “ indotto “ non esiste in assoluto, o meglioè naturale, o dovrebbe essere considerato tale quanto la nostra volontà più profonda. Eppure mi sembra di percepirla questa differenza, sono indeciso se attaccarmi alle parole per argomentare a mio favore questa tesi o lasciar perdere e credere che in realtà sono soltanto uno stronzo che non sa scegliere bene per se stesso.



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4 commenti:

Matthew ha detto...

E' difficile commentare questi post. Parti con "pubblicità pubblico e droga" per chiudere con "sono soltanto uno stronzo che non sa scegliere bene per se stesso", passando anche per Facebook. Sembra che tu voglia evitare pubblicità pubblico e droga per poter concentrarti sulle scelte da fare per te stesso, e una volta fatte queste scelte, rituffarti nella pubblicità, nel pubblico e nella droga. Mmmh la soluzione potrebbe esserci: si chiama eremo. Senza tv, con una connessione internet limitata a 60 minuti giornalieri. Comodo e pratico per ogni tipo di scelta...!

Non potendo entrare a gamba tesa sul post, lo faccio sull'introduzione: "in assenza di raffinatezze letterarie, sottigliezze filosofiche o chedirsivoglia, cose che tra l'altro non hanno mai sfiorato questo blog". Ci sono tanti esempi a disposizione per smentirti, e ne citerò uno scritto dall'elemento che meno ha svolto attività in questo blog, ovvero Darko. Parlava della sinistra post elezioni 2008, quella extraparlamentare. E riferendosi a Bertinotti scrisse: "leggenda narra che si limiti alla sua dispendiosa, ma proletaria, collezione di maglioni di cachemire". Ecco, non ti pare che qui ci siano sia raffinatezza letteraria che sottigliezza filosofica? Un'esperienza politica, quella di Rifondazione, racchiusa in una frase, peraltro anche bella da leggere.

Qui chiudo, perchè ho soltanto altri due minuti di connessione disponibile e devo ancora controllare la posta...

tizeta ha detto...

urca, chiedo venia...
critiche accettate, ma in fondo avevo premesso la non eccelsa qualità del post, che in realtà essere soltanto scritto vecchio ribescato da scartoffie, nulla più, ma conteneva qualche stralcio inerente una discussione fatta jeri,e a parer mio con qualche spunto qua e la per future riflessioni.
Non mi andava di rielaborarlo, l ho presentato in veste grezza coi soliti riferimenti a me stesso che come ben sai hanno costernato se non caratterizzato la mia old production e che sovente impestano anche la nuova...cio non è un male di per se, ma in ogni caso mi pare evidente...l'introduzione era ancora peggio del post, lo sai bene che questo blog è stracolmo di qualsiasi perla,e " albo dei stronzi" ne è la testimonianza ! ahahah
salut vecchio!

tizeta ha detto...

p.s.,abbiamoun nuovo inquilino tra i blogrollati, vedi moltitudo, abile fumettista, ritrattista, disegnatore...

moltitudine, ovvero giorgio ha detto...

Riguardo all'amore (dato che non so parlare se non per citazioni):

"'Ve l'hanno insegnato che la vostra parola U.S.A. per fanatico deriva dalla parola latina per tempio? Vuol dire, alla lettera, adoratore del tempio[...] e la stessa cosa vale, se permetti, per questo Amore di cui parli [...] Perchè questa scelta determina tutto il resto. No? Ogni nostra scelta, di quelle che tu chiami Libere, deriva da questa: qual è il nostro tempio' [...]
'E se capita che non ci sia scelta su cosa amare? Che succede se Ami e basta?'[...]
'Allora in un caso del genere il tuo tempio è il sé e il sentimento. In un esempio del genere sei un fanatico del desiderio, uno schiavo dei soggettivi [...] diventi lo schiavo che crede di essere libero. La più patetica delle schiavitù. Non tragica. Non da cantare. Credi che potresti morire due volte per un'altra persona ma in realtà moriresti per il tuo io solitario, per i suoi sentimenti'."

e ancora:

"Questo è il motivo per il quale, forse, un Soggetto* non è mai abbastanza, perchè deve sempre arrivare una mano dopo l'altra per tirarlo indietro dalla caduta senza fine. Perchè se ce ne fosse solo uno per lui, un solo Soggetto, ora, unico e speciale, l'Unico non sarebbe lui o lei ma ciò che ci sarebbe tra di loro, la trinità obliterante di Tu e Io nel Noi. Orin** una volta si sentì in quel modo e da allora non si è più ripreso, e non si riprenderà mai più. E c'entra il disprezzo, c'entra una specie di odio, anche, insieme con la speranza e il bisogno[...]."

*Soggetto: ragazza da scopare.
**Orin: uno dei protagonisti del libro, sportivo di grande successo che nel sesso con Soggetti riesce solo a dare, a mai ricevere, piacere.

Il libro - come forse tizeta può immaginare - è Infinite Jest. Ah, dimenticavo: nel libro molto (forse tutto) ruota intorno all'Intrattenimento, una sorta di disco misterioso che chi guarda non può smettere di guardare mai, fino alla morte per troppo piacere.

Pertinente?
Incuriosito abbastanza?