
Da tempo non mi occupavo di politica,o meglio non parlavo delle varie leggi/porcate(o proposte di legge),non riuscivo piu'a farlo per via della deriva che sta prendendo il nostro sistema ,mi sembrava di frullare informazioni gia trite(cazzo travaglio mi precede su tutto,e lo fa anche molto meglio di me!) che non avrebbero svolto un reale ruolo informativo.
Ma stavolta ad attirare la mia attenzione e' stato il post di Beppe Grillo sulla nuova legge proposta da Franco Levi (PD),depositata alla Commissione Cultura della Camera,che mira a disciplinare il settore dell'editoria.
Il buon vecchio Beppe lancia un allarme a tutti i blogger(s) elencando una serie di punti cardine che realmente fanno impallidire;inoltre girando qua e la per la rete spopola il termine "legge ammazzablogger".
La prima redazione di questo post infatti e' stata spinta proprio dall'indignazione riguardo una norma cosi assurda, che avrebbe limitato la libera circolazione dell'informazione ,oltre alla mia personale attivita' di "blogger".
Innanzitutto vi riporto alcuni link utili,nonchè le fonti dalle quali ho tratto le informazioni realtive a questo post: La proposta di legge cui accennavo sopra ; La Legge sulla stampa(ancora vigente) dell'8 febbraio 1948, n. 47 ; la legge del 31 luglio 1997, n. 249,(per la regolamentazione e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi,l'AGCOM).
Procediamo con ordine;il concetto di prodotto editoriale viene esteso:-articolo 2- :Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione,di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione,quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
Cosi' come quello di attivita editoriale:-articolo 6- per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e alla distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.
Proviamo a riassumere il contenuto degli articoli che "ci interessano" in correlazione alla legge del '48 e in particolare riguardo il reato per mezzo di stampa ( principalmente la diffamazione o l'ingiuria,per approfondimenti clicca qui) e il reato di stampa clandestina.
Dunque, secondo l'articolo 2 i blog dovrebbero essere compresi nella categoria di "prodotto editoriale",estendendo in un certo senso il significato rispetto alla legge del 48, che in quanto tale non poteva certo concepire l'esistenza della rete.
Proseguendo, secondo l'articolo 7-Ai fini della tutela della trasparenza,della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di cui all’articolo 1,comma 6, lettera a), numero 5), della legge31 luglio 1997, n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti che operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali- qualsiasi prodotto editoriale e' soggetto all'obbligo di registrazione al R.O.C.,e secondo l '8 comma1: -L’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa- tale registrazione "rileva" ovvero e' condizione necessaria affiche' le norme vigenti sui reati per mezzo di stampa vengano applicate.
Ma nel comma 3 dello stesso articolo:-Sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro- i blog(siti personali o a uso collettivo) vengono esclusi dall'obbligo di registrazione, quindi esentati dalle responsabilita' penali...in apparente opposizione con l'articolo 2 che pareva includerli nella definizione di prodotti editoriali mentre, quest' ultimo non li qualifica come tali!
A tal punto sorge spontaneo il quesito: cosa si intende per stampa clandestina?
Articolo 16,legge del '48-Chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall'art. 5, è punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire 500.000.La stessa pena si applica a chiunque pubblica uno stampato non periodico, dal quale non risulti il nome dell'editore né quello dello stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al vero.
Articolo 5,legge del '48-Nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la cancelleria del tribunale, nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi.
Quest'articolo viene emendato da quello che riporto qua sotto in quanto il R.O.C a tutti gli effetti sostituisce la vecchia registrazione presso il tribunale:
-articolo 7,comma 2 - L’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione è condizione per l’inizio delle pubblicazioni dei giornali quotidiani e dei periodici, e sostituisce a tutti gli effetti la registrazione presso il tribunale, di cui all’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47. Sono fatti salvi i diritti già acquisiti da parte dei soggetti tenuti a tale registrazione in base al citato articolo 5 della legge n. 47 del 1948.
Ne consegue che, nella definizione di "stampa clandestina" andranno compresi solamente quei prodotti editoriali pubblicati,che non rispettano le disposizioni di legge, tra le quali l'obbligo di iscrizione al registro,non contemplato nel caso dei blog dal comma3 dell'articolo8.
A questo punto il reale pericolo che corrono i bloggers e' semplicemente realtivo alla conseguente approvazione in parlamento della legge; come ben sappiamo il testo puo' essere modificato durante l'approvazione, e basterebbe eliminare il comma 3 dell' articolo 8 per far si che qualsiasi blog debba necessariamente registrarsi al R.O.C. e che quindi risponda penalmente, a tutti gli effetti, in quanto vero e proprio "prodotto editoriale".
Concludendo, il pericolo c'e', ma non e' relativo alla legge intesa cosi' com'è stata progettata...vi terro' aggiornati sugli sviluppi.Ad ogni modo spero di non aver frainteso nulla nella mia interpretazione, e di certo mi farebbe piacere se questo post arrivasse all'attenzione di Beppe, in modo da avere una sua opinione, dato che ha gia lanciato una campagna "salvablogger"e generalmente non commette questo tipo di distrazioni...
Staremo a vedere...
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