lunedì 17 novembre 2008

Informazione e controllo


Riflettendo sul post precedente e le conseguenti discussioni emerse,ho deciso di sollevare qualche questione in piu'.
Sono del parere che il fenomeno dei blog o piu semplicemente la possibilita' di informarsi sullo stato reale delle cose in maniera più o meno approfondita e mirata sia un grosso problema per l'intero sistema configuratosi attualmente.
Sovvertire il concetto di realta' con un controllo pressoche' capillare dell'informazione ( media e giornali) e' stata una conquista non da poco, che ha richiesto tempo, impiegando cervelli e capitali.
E'successo parecchie volte di imbattermi in discussioni,con degli amici, sull'effettivo controllo dell'informazione in italia,spesso scontrandomi con pareri contrari che avevano una visione meno drastica in merito.
Le modalita' rispetto al periodo fascista sono ovviamente cambiate, e questo lo dico rivolgendomi a chi storce il naso quando si parla di "regime docile" in Italia.
E' cambiato il modo di dare le notizie nella maggior parte dei casi,perche' dietro questo controllo non ci sono demoni malvagi ma persone intelligenti che hanno studiato marketing, pubblicita', che sanno giocare con le parole e che quindi riescono a farci vedere cio che vogliono loro.
Ho dedicato alcuni post in passato proprio a questi "giochi di prestigio" che fanno sparire\apparire delle notizie( nella sezione "politica" trovate quelli sul caso rete4, sulle intercettazioni,e su altri magheggi televisivi) con abili tagli ,opportune scelte di collocazione delle notizie ecc.
Riguardo i telegiornali basta entrare nella psicologia e nelle abitudini del telespettatore medio( e ci sono eprsone qualificate che lo sanno far bene) per capire in che modo dare un certo tipo di notizie determinando una distorta percezione della realta'.I giornali agiscono in modo analogo ma attraverso i titoli e gli spazi( emblematico il titolo ambiguo del corriere "si del csm al parere sulla blocca processi",al quale dedicai un post, e dove i "si"in realta' servivano a bocciare!)il tutto in modo da farla "pulita", senza alimentare troppe polemiche.
Ma con la rete questo difficilmente puo' accadere, e visto che il fenomeno sta prendendo il largo,qualcuno potrebbe infastidirsi a tal punto,da pensare di legiferarci su.
Si parla molto di realta'dei fatti" e "diffamazione",la seconda una coseguenza della prima ovviamente, poiche' non c'e' diffamazione se nn si stabilisce quale sia la verita'.
Nel nostro paese si cerca di controllare il concetto di "realta", facendolo passare da assoluto ad arbitrario, interpretando cosi'alcune affermazioni vere come "diffamatorie"( ricordate il recente caso schifani-travaglio?)e viceversa.
Ma se il concetto di realta'fosse ancora assoluto, come farebbe rete4 e nello specifico emilio fede, a dire quella caterva di balle astronomiche che caratterizzano il suo tg?E se a questo aggiungessimo le altre balle disseminate qua e la sulle altre reti, che risultato otterremo?
E' bene considerare questi elementi quando si tratta di informazione e della sua relativa "liberta'",evitando di trovarsi a discutere in modo poco produttivo, per non dire parlare di aria fritta.


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4 commenti:

@enio ha detto...

io ho risolto il problema seguendo il TG su SKY che mi sembra abbastanza vicino alla realtà ed abbastanza imparziale.Le notizie vanno date e non commentate in modo che ognuno ne tragga le dovute conclusioni,

Pietro ha detto...

i tg sono degli spot a senso unico neanche tanto subliminali. Cmq la cosa del marketing applicato all'informazione è una triste realtà

tizeta ha detto...

sia il tg di sky che rai news 24 penso siano ancora validi rispetto ai "microfoni aperti" ai politici dei vari tg nazionali sparsi sulle reti rai e mediaset.
Tra le tante cose che odio dei telegiornali e' proprio il fatto che si ha quasi paura nel dare una notizia che possa in qualche modo andar contro le opinioni del governo....mi correggo, potevo finire la frase con "paura nel dare una notizia"...
Come se loro nn potessero sbagliare e fossero sempre nel giusto.
Hanno radicalmente mutato la posizione del giornalista, ogni analisi non conforme al loro pensiero, anche sulle porcate piu evidenti ,diventa un attacco diffamatorio...e in cosa consiste allora la professione del giornalista? nel reggere l asta del microfono e permettere liberamente ai politici di prendere x culo la gente?
questi profondi mutamenti opreati con tempo sulla massa saranno difficilmente rimediabili, almeno in breve tempo...purtroppo.
Il marketing e' diventato essenziale poiche' le notizie non si danno ma si vendono...c'e' gente che studia come cosa e quando agire in un certo modo,celando o meno alcuni particolari, come dicevo nel post, facendola "pulita", nel tentativo di nascondere questo becero strumento di narcotizzazione delle masse

Matthew ha detto...

Secondo me non c'è neanche bisogno di studiare poi così tanto; guarda il modo grossolano in cui confezionano scaletta del tg e relativi servizi su Studio Aperto...!
Credo ci sia di mezzo il famosissimo babbuino bipolare di Feltri...!